Gelo a Davos: Parla Lutnik, Lagarde si alza e se ne va
Lo scontro prosegue con altri mezzi al Wef. Per Larry Fink un (mezzo) dramma
CHRISTINE LAGARDE BCE
Parla Lutnik, Lagarde si alza e se ne va. A Davos va di scena l’ennesimo atto di scontro tra gli Stati Uniti e l’Unione europea. Un’edizione, questa del World Economic Forum, che sarà ricordata forse tra le più vivaci degli ultimi anni. Tutto è accaduto durante una cena ma si è saputo solo oggi, dopo il discorso di Trump che ha placato le paure delle Borse (ma solo un po’) ma che ha rinnovato lo scontro tra le due sponde dell’Oceano Atlantico. E non solo sulla questione legata alla sovranità della Groenlandia.
Lutnick parla, Lagarde se ne va
Diversamente da quanto aveva detto e fatto il segretario al tesoro Steve Bessent, che aveva chiesto agli europei di mantenere la calma lasciando intendere che le cose si sarebbero risolte da sé, quello al commercio Howard Lutnik ha tenuto un intervento durissimo. Contro, ovviamente, l’Europa, le sue scelte in materia di politiche energetiche. Ha dato un’altra versione della “morte del globalismo” già annunciata dal premier canadese Mark Carney. Insomma, ci è andato giù duro. Tanto da indurre la governatrice della Bce a lasciare la sala.
“Atmosfera caotica”
Chi c’era ha raccontato che Lutnik è stato sommerso dai fischi e che “l’atmosfera si era fatta tesa e caotica”. Un bel guaio per il padrone di casa, il capo di BlackRock Larry Fink, che sognava di poter mettere tutti attorno a un tavolo. La decisione di Lagarde di alzarsi e andarsene durante l’intervento di Lutnik è stata bollata come una protesta, silenziosa ma forte, contro la posizione americana. Sui dossier più scottanti, sui temi più dirimenti. Un atto che gela le già raffreddatissime relazioni transoceaniche. E che ribadisce come le strade tra Usa e Unione europea, almeno per ora e almeno per un po’, divergano. Chissà per quanto tempo, chissà se si arriverà a una separazione.
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