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Matone (Lega) shock: “Da Nordio dichiarazioni folli”. Durigon: “C’è la stampa!”

Un episodio che sta diventando virale, cavalcato dalle opposizioni alla riforma oggetto del prossimo referendum

di Giorgio Brescia -


Simonetta Matone: “Da Nordio dichiarazioni folli”. la magistrata, parlamentare della Lega, ha scatenato polemiche durante un intervento da remoto a un incontro della Lega che riteneva riservato.

La parlamentare ha criticato duramente alcune affermazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio sul referendum sulla giustizia, definendole “parole folli” che avrebbero favorito la rimonta del fronte del No nei sondaggi.

Frasi, raccontate in un video rilanciato polemicamente dalle opposizioni, diventate subito virali e che stanno accendendo ulteriori tensioni nella campagna referendaria.

L’attacco di Matone

Matone ha raccontato ai colleghi presenti le sue preoccupazioni. “Prima, grazie all’involontario endorsement di Gratteri, eravamo 10 a 0. Oggi, grazie alle dichiarazioni folli di Nordio, siamo purtroppo 10 a 10,” ha detto.

Ha aggiunto che “tutti noi pensiamo le cose che lui ha detto, ma sono cose che non si possono dire pubblicamente” sottolineando che certi argomenti dovrebbero restare in ambito privato o di partito.

Matone ha anche difeso il ministro: “Io ho la massima stima di Nordio, con cui ho un eccellente rapporto, però bisogna stare molto attenti nelle nostre dichiarazioni”.

Ha ricordato inoltre che all’inizio della campagna referendaria c’era un accordo tra maggioranza e partiti per mantenere toni bassi e non politicizzare eccessivamente l’evento.

L’imbarazzo e la battuta di Durigon

Nel corso dell’intervento, il sottosegretario Claudio Durigon, presente fisicamente, ha prima sorriso e poi avvisato la collega per ricordarle che “c’è anche la stampa che ti ascolta”, suscitando risate e imbarazzo tra i partecipanti.

Quel richiamo ha reso subito chiaro che l’incontro non era riservato, alimentando la viralità del video e la successiva polemica.

Le reazioni dell’opposizione

Il video è stato rilanciato da Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, che ha accusato la maggioranza di voler nascondere ai cittadini i reali obiettivi della riforma Nordio e di rivelare motivazioni non dichiarate nelle dichiarazioni pubbliche.

Il confronto, in un momento cruciale della campagna referendaria, a poco più di un mese dal voto del 22 e 23 marzo 2026 sulla riforma costituzionale della giustizia, una consultazione sulla separazione delle carriere e lo sdoppiamento del Csm.


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