Merz a Davos: “C’è un nuovo ordine mondiale”
"Le fondamenta del vecchio sono state scosse, non è un bel posto”
Merz arriva sul palco a Davos
“C’è un nuovo ordine mondiale e le fondamenta del vecchio sono state scosse, non è un bel posto”: con queste parole, il cancelliere tedesco Friedrich Merz al World Economic Forum di Davos 2026, tracciando un quadro chiaro e allarmante delle trasformazioni geopolitiche in corso.
Merz a Davos
“Una nuova era è già iniziata. Questi cambiamenti hanno profonde ramificazioni per la nostra libertà, la nostra sicurezza e la nostra prosperità”, ha aggiunto, sottolineando come la Germania e l’Europa siano chiamate a rispondere con scelte concrete e non passive.
Nel discorso di Merz, i nodi più delicati e pressanti della politica internazionale: la guerra di aggressione russa all’Ucraina, l’ascesa della Cina come grande potenza e la radicale ridefinizione della politica di sicurezza degli Stati Uniti. Secondo il cancelliere tedesco, un mondo in cui “conta solo il potere” è pericoloso per tutti, dai piccoli Stati alle grandi potenze, e impone una nuova consapevolezza sulle scelte strategiche necessarie per preservare la stabilità globale.
“Un nuovo ordine mondiale”
Al Forum di Davos 2026, in corso fino a domani, la persistenza di un clima internazionale teso. Merz si colloca in questo contesto come voce della necessità di un’Europa più autonoma e assertiva, capace di difendere interessi strategici e valori fondamentali, anche di fronte a segnali contrastanti provenienti da Washington o da altre capitali occidentali.
Nelle sue parole la proposizione di una Germania che non può affidarsi esclusivamente alla cooperazione multilaterale tradizionale. La sicurezza europea, la prosperità economica e la libertà dei popoli, per lui, dipendono dalla capacità di reagire in modo strategico e consapevole agli scenari emergenti.
Le sue posizioni
Le parole pronunciate a Davos, la prosecuzione coerente delle sue posizioni. Sulla guerra in Ucraina, il cancelliere ha definito più volte l’invasione russa come “guerra di aggressione”. E ha sostenuto il rafforzamento della cooperazione militare con Kiev, incluso l’uso di sistemi d’arma a lungo raggio.
Nei confronti della Russia, Merz ha chiarito che l’espansione dell’influenza di Mosca minaccia l’ordine europeo e globale, richiedendo attenzione e coesione fra gli alleati.
Quanto alla Cina, ha più volte indicato la necessità di una politica di strategic de-risking. Per lui, necessario ridurre la dipendenza europea da Pechino. E pure monitorare attentamente il crescente ruolo della Repubblica Popolare nelle infrastrutture e nei mercati internazionali.
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