Musk si fa i suoi chip, Altman ingaggia plotoni di piazzisti (umani)
La strategia di Elon e quella di ChatGpt: uomini e capitali (reali) per l'intelligenza (artificiale)
Musk si fa i chip, Altman ingaggia i venditori. Sarà anche artificiale, ma per spingere l’Ai occorrono (ancora) tante persone. In carne, ossa e capitali. Elon Musk, per esempio. Ha mobilitato venti miliardi di dollari per farsi la “sua” fabbrica di chip. Si chiamerà Terafab. E punta, al solito, in grande. Fin troppo. Il nome, per l’impianto che sorgerà ad Austin nel Texas, non è casuale: l’obiettivo è quello di produrre, ogni anno, un terawatt di potenza di calcolo. In pratica, una quantità tale che sarebbe di poco inferiore alla capacità totale di generazione di energia di tutti gli Stati Uniti.
Musk, i chip e gli obiettivi
“Siamo molto grati alla nostra attuale catena di fornitura, che include Samsung, Tsmc, Micron e altri ma c’è un limite massimo alla cui capacità produttiva sono disposti a crescere”, ha dichiarato Musk. Secondo cui si tratta di un “limite” che “è molto inferiore a quello che vorremmo”. Fuori dalle metafore di marketing, fuori dai proclami che caratterizzano il Creso dell’hi-tech, la mossa è molto più razionale di quanto sembri. Farsi i chip in casa, a Musk, servirà non solo a rispondere alle esigenze sempre più pressanti delle sue stesse aziende (da xAi fino a Tesla, passando ovviamente per SpaceX e Starlink) ma potrebbe rappresentare un affare. Che, innanzitutto, accorcia la filiera. E poi mette l’universo X in una posizione di vantaggio rispetto ai competitor. Le posizioni, infatti, vanno sempre più confondendosi.
Che fanno i competitor
Anche Nvidia, che è la “regina” dei semiconduttori, ha deciso di investire in una sua piattaforma di intelligenza artificiale. Tutto mentre Mark Zuckerberg continua a tagliare la pianta organica, e dopo tenta di recuperare capitali in Borsa annunciando clamorosi cut per il 20% dei suoi stessi dipendenti. La realtà è che il capo di Menlo Park non s’è ancora ripreso dallo choc, anzi dal flop totale, del metaverso. E, in più, ha l’obbligo di stare al passo con l’Ai. Che dà pensieri a tutti. Persino a chi l’ha inventata, come Sam Altman. A quanto pare, le aziende scelgono Claude e Anthropic. Specialmente quelle che iniziano ad affacciarsi al meraviglioso mondo della digitalizzazione. Così OpenAi ha scelto la vecchia maniera: arruolerà 4.500 venditori che faranno il porta a porta per convincere le imprese a scegliere ChatGpt. Sarà pure artificiale, ma quante persone (reali) e soldi (veri) che servono davvero per fare la digitalizzazione…
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