L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Esteri

Meloni su Trump al Nyt: “Sentirlo? Vedremo”

La premier ha voluto ribadire che la postura internazionale dell'Italia risponde a interessi nazionali di lungo periodo e non a vicende personali

di Angelo Vitale -

Meloni e Trump ad Ankara lo scorso 8 luglio


In una intervista odierna pubblicata dal New York Times, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è soffermata sul suo rapporto con il presidente statunitense Donald Trump, ammettendo che le dinamiche diplomatiche si sono rivelate diverse da quelle previste.

Meloni su Trump

Il passaggio centrale dell’intervista affronta la complessità dei rapporti con l’amministrazione americana guidata da Donald Trump. La premier riconosce apertamente come la sintonia ideologica di partenza non si sia tradotta automaticamente in una gestione lineare dei rapporti bilaterali.

“È chiaro che con Donald Trump ho creduto che le cose sarebbero state più facili, considerata la nostra convergenza su immigrazione e sulla cultura woke. Le cose sono andate in maniera diversa”.

Parole per dire la distanza tra le affinità della destra conservatrice sulle battaglie culturali o sulla gestione dei flussi migratori e la concretezza delle dinamiche geopolitiche ed economiche d’oltreoceano.

Le tensioni di fondo e la tenuta dell’asse atlantico

L’analisi del quotidiano statunitense meticolosamente ricostruisce i punti di attrito emersi negli ultimi mesi tra Palazzo Chigi e la Casa Bianca.

Tra i dossier più delicati, la politica commerciale e dazi. Le misure protezionistiche promosse dall’amministrazione americana rischiano di penalizzare le esportazioni del manifatturiero italiano ed europeo.

Ancora, il supporto all’Ucraina. La linea atlantista e di fermo sostegno a Kyiv portata avanti da Meloni si scontra con l’approccio isolazionista e transazionale di Washington.

E pure, attuali canali diplomatici freddi: alla domanda specifica del Nyt in merito all’assenza di colloqui diretti nelle ultime settimane e alla possibilità di un contatto con Trump dopo la pausa estiva, la premier ha risposto con un laconico: “Beh, vedremo”.

Il pragmatismo oltre la relazione personale

Nonostante le rigidità emerse, Giorgia Meloni ha voluto ribadire che la postura internazionale dell’Italia risponde a interessi nazionali di lungo periodo e non a vicende personali.

“Continuo a ritenere che l’unità dell’Occidente sia fondamentale. Non decido la strategia italiana in base ai miei rapporti personali”.

L’intervista del New York Times restituisce così il ritratto di una fase di riassestamento pragmatico. La premier italiana cerca di preservare la solidità dell’alleanza transatlantica pur prendendo atto delle complessità operative imposte dalla nuova leadership americana.

Leggi tutte le news di Esteri


Torna alle notizie in home