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Esteri

Nuvole nere dalla Cisgiordania sul piano di Trump validato dal Consiglio di sicurezza Onu

L'Anp vuole tagliare fuori Hamas

di Ernesto Ferrante -


Il frettoloso entusiasmo per il voto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a favore del piano di pace di Donald Trump per Gaza, è stato strozzato nel giro di qualche ora da due fatti gravi avvenuti in Cisgiordania. Sono stati uccisi dalle forze di sicurezza israeliane i due uomini che hanno compiuto l’attacco con un’auto e un accoltellamento all’incrocio di Gush Etzion, che ha provocato la morte di una persona e il ferimento di altre tre. Si chiamano Imran al-Atrash e Walid Sabarneh, entrambi di 18 anni. Secondo il ministero della Salute dell’Autorità Nazionale Palestinese, Al-Atrash è originario di Hebron, mentre Sabarneh proviene dalla vicina Beit Ummar. I loro corpi sono stati trattenuti dalle autorità israeliane.

Hamas approva l’azione in Cisgiordania

Hamas ha difeso l’assalto, definendolo “una risposta naturale ai tentativi di occupazione e all’aggressione crescente da parte dei soldati e dei coloni nell’area della Cisgiordania e di Gerusalemme”. Il gruppo, citato da Haaretz, ha anche avvertito che “gli sforzi per imporre nuovi fatti sul terreno nella Striscia di Gaza e i piani in corso di giudaizzazione e annessione in Cisgiordania non resteranno senza risposta”.

Un giornalista di al Jazeera, Fadi Yassin, è stato colpito con un colpo d’arma da fuoco dalle forze israeliane mentre seguiva una manifestazione palestinese in Cisgiordania dispersa dai soldati dello Stato ebraico. I dimostranti protestavano contro l’evacuazione da parte di Israele dal campo profughi di Nur Shams, ai margini di Tulkarem.

Il voto al Consiglio di Sicurezza Onu

Il Consiglio di Sicurezza Onu ha dato il via libera al piano trumpiano per l’enclave palestinese, che include in particolare il dispiegamento di una forza internazionale. Tredici membri hanno votato per l’approvazione del testo, che l’ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite Mike Waltz ha definito “storico e costruttivo”. Russia e Cina si sono astenute.

Per il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, l’adozione della risoluzione americana è “un passo importante per il consolidamento del cessate il fuoco, che il segretario generale incoraggia tutte le parti a rispettare”. Evidenziata l’importanza di un processo politico per il raggiungimento della soluzione dei due Stati.

Israele elogia Trump

Israele ha esaltato l’alleato Trump. In una serie di post sull’account del premier israeliano Benjamin Netanyahu si legge: “Plaudo al presidente Trump ed al suo team. Il coraggio e il sacrificio dei nostri coraggiosi soldati, insieme agli sforzi diplomatici del presidente, ci hanno aiutato a riportare a casa gli ostaggi. Credo che il suo piano porterà pace e prosperità, perché prevede il disarmo totale (di Hamas) e la deradicalizzazione di Gaza”.

E ancora: “In linea con la visione del presidente Trump, ciò porterà a un’ulteriore integrazione tra Israele e i suoi vicini, nonché all’espansione degli Accordi di Abramo”. Tel Aviv, stando all’ufficio del premier, “estende la sua mando in pace e prosperità a tutti i nostri vicini, chiedendo loro di normalizzare i rapporti con noi e di unirsi a noi per cacciare Hamas e i suoi sostenitori dalla regione”.

L’Anp spinge per l’applicazione del piano trumpiano

L’Autorità palestinese, che vorrebbe sfruttare l’occasione per estromettere Hamas, ha richiesto l’attuazione “immediata” della ricetta Usa, che prevede la creazione di un “Consiglio per la pace” e il dispiegamento di una forza internazionale nella Striscia di Gaza, con l’obiettivo di un ritiro “completo” delle truppe israeliane.

Il movimento islamico di resistenza boccia la proposta di Trump

Il movimento islamico di resistenza, al contrario, ritiene che il piano per Gaza del tycoon non soddisfa i diritti e le richieste dei palestinesi e cerca di imporre una amministrazione fiduciaria internazionale sull’enclave a cui i palestinesi e le fazioni della resistenza si oppongono.

La fazione palestinese ha pochi dubbi: “Assegnare alla forza internazionale compiti e ruoli all’interno della Striscia di Gaza, incluso il disarmo della resistenza, la priva della sua neutralità e la trasforma in una parte del conflitto a favore dell’occupazione”.

La Cina si è astenuta perché il testo “non rispecchia pienamente principi importanti come la ‘governance palestinese’ e la ‘soluzione dei due Stati’”.


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