Cultura & Spettacolo

Olga Merli e Andrea Giancarli al ciak: “Girare nella stanza del tempo sospeso”

di Redazione -


“La stanza del tempo sospeso” è il titolo di uno dei film più attesi, le cui riprese cominceranno a breve. A dirigere il progetto, saranno due registi rinomati come Olga Merli e Andrea Giancarli che, per l’occasione, alla vigilia dell’avvio del set, si raccontano a L’Identità.

 

Cosa state combinando?
Olga e Andrea: Attualmente, siamo in fase di pre-produzione di un lungometraggio dal titolo “La Stanza del Tempo Sospeso”, liberamente ispirato al romanzo “Il manoscritto” della scrittrice ed editrice Stefania Convalle. Progetto cinematografico di ampio respiro, con connotazioni stilistiche e narrative imperniate di Realismo Magico.

Ci regalereste qualche anticipazione?
O. Un lungometraggio potenzialmente impattante, dove lo spessore emozionale dei protagonisti, le location, accuratamente selezionate e gli avvenimenti si contaminano a vicenda, susseguendosi a ritmo serrato, declinando in avvincenti “turning point”, sondando gli abissi della psiche umana, la vulnerabilità dell’esistenza ma anche le coniugazioni inaspettate con cui i sentimenti si misurano ed evolvono. Un progetto cinematografico unico nella sua contaminazione di generi e prospettive, un gioco psicologico di specchi e proiezioni che esalta l’angosciante ciclo perpetuo della predestinazione.
A. Il progetto è prodotto da “Il Serpente Aureo Film Production” in coproduzione con “Giacorox Film” e “Imagine the Stars”.

Quali ricordi conservate dei vostri inizi professionali?
O. Come autrice letteraria ma anche come sceneggiatrice, fin dall’inizio, sono stata trasportata dall’incalzante emozione di poter trasmettere emozioni sia attraverso le pagine dei miei libri sia di fronte ad una nuova sceneggiatura. Dei set iniziali e delle prime produzioni, mi resta l’intensa percezione di trovarmi dentro un labirinto magico, in cui sogno e realtà si mescolano per condurti in un’altra, inaspettata dimensione.
A. La fatica, soprattutto considerando che ci troviamo nella provincia e lontano dal fervore del settore. Nonostante questo, qui si gode di una particolare serenità sui set e questo ci mette nelle condizioni di creare legami più forti e un affiatamento maggiore con i membri della troupe.

Quali sono le tappe del vostro percorso professionale di cui andate maggiormente fieri?
O. Ogni qual volta sono riuscita ad emozionare ed emozionarmi.
A. Il 2015 è stato un anno molto particolare. Ho realizzato Roots – un cineromanzo marchigiano, cortometraggio che ha vinto diversi premi nei festival nazionali tra cui il primo premio a Storie! 150 anni del Resto del Carlino. La giuria era capitanata dal maestro Matteo Garrone ed è stato un grande onore ricevere il premio proprio da lui. Poi sicuramente la web serie Non voglio mica la luna perché mi ha dato modo di crescere molto dal punto di vista professionale.

Quali sono, secondo voi, le caratteristiche che vi hanno portato ad essere i professionisti che siete oggi?
O. Certamente l’essere una sognatrice, in tutti i sensi. Il sogno, come è stato definito da Jung, è un dramma in cui recitiamo tutti ruoli: autore, regista, attore e spettatore. Il sogno è come un film, alla fine. Ci offre numerose possibilità di penetrare noi stessi e il mondo che ci circonda.
A. La sperimentazione e l’ostinazione. Fin da subito ho cercato di portare avanti la mia idea di cinema, le mie proposte e il mio stile.

Quanto vi sentite soddisfatti del vostro lavoro?
O. Ho l’abitudine di guardarmi sempre alle spalle e non soltanto per sfuggire ai miei fantasmi ma soprattutto per vedere tutto ciò che ancora non ho fatto. E che farò.
A. Quando nelle cose che faccio, le persone riconoscono la mia necessità di esprimermi attraverso il cinema.

Attualmente a quali altri progetti vi state dedicando?
O. A un lungometraggio di genere “giallo” che fungerà da “prequel” per un importante progetto di serialità sempre dello stesso genere. Un omaggio al grande cinema “Gotico” del passato.
A. La produzione Il Serpente Aureo ha numerosi progetti in programma e contribuire alla loro realizzazione sarebbe davvero bello.


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