RC Auto, frodi digitali triplicate: ecco cosa fare
Nel marzo di un anno fa il totale dei siti bloccati dall'inizio del conferimento dei poteri (novembre 2023) era già salito a 220
RC Auto e frodi digitali, di fronte all’evoluzione tecnologica il crimine non resta a guardare. Anzi, accelera. Il “furbetto del tagliando” cartaceo di un tempo si è trasformato in un’organizzazione cyber-criminale strutturata, capace di muoversi alla velocità della fibra ottica. L’allarme lanciato dal dg Bankitaklia e presidente dell’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni Luigi Federico Signorini, non solo un monito istituzionale, ma il racconto di una vera e propria mutazione genetica del rischio. Le frodi assicurative, pilastro storico dell’illegalità nel settore, si sono oggi “reincarnate” nel digitale, diventando più pervasive, invisibili e pericolose.
Un decennio di metamorfosi: i numeri del fenomeno
Per comprendere la portata dell’emergenza, il dato più eclatante emerso nel 2025: in soli dieci anni, il volume delle frodi – digitali e non – nel comparto RC Auto italiano è praticamente triplicato. E se un tempo il contrasto si concentrava sui falsi sinistri stradali, oggi il fronte di battaglia si è spostato sulla vendita di polizze fantasma e sul furto di identità digitale.
Il web, la prateria prediletta dai truffatori. Secondo i dati Ivass, il numero di siti web abusivi che offrono prodotti assicurativi irregolari ha subito un’impennata verticale. Portali spesso graficamente impeccabili e dotati di loghi contraffatti delle più note compagnie, promettono premi stracciati (spesso polizze temporanee di 1 o 5 giorni) che, al momento del controllo della Polstrada, risultano inesistenti. Il risultato? L’automobilista si ritrova senza copertura, con il veicolo sequestrato e una denuncia a carico, mentre il denaro è già sparito in paradisi fiscali o circuiti di criptovalute.
La lotta contro il “tempo dell’innovazione” criminale
Il concetto chiave espresso da Signorini è il “gap temporale”. La criminalità informatica opera in un ecosistema privo di burocrazia, dove l’intelligenza artificiale e l’automazione permettono di creare centinaia di siti specchio in pochi minuti. Da lì il passo alle frodi digitali per l’Rc Auto è breve. “Le truffe sono sempre esistite”, ha sottolineato il presidente. Ma oggi il digitale conferisce loro una scala e una velocità d’esecuzione senza precedenti.
Ivass si trova a combattere una guerra asimmetrica. Da un lato, deve seguire processi normativi e di verifica. Dall’altro, i truffatori sfruttano l’anonimato e la transnazionalità della rete. Una sfida contro il tempo: oscurare un sito richiede un iter tecnico-giuridico, ma nello stesso tempo necessario a chiudere un portale illegale, i criminali ne hanno già probabilmente messi online altri dieci.
Le contromosse dell’Ivass: l’oscuramento come arma
Nonostante la difficoltà della sfida, la risposta dell’Istituto di Vigilanza è stata massiccia. Negli ultimi anni, l’attività di monitoraggio è stata potenziata grazie all’utilizzo di algoritmi di ricerca avanzata e alla collaborazione con le forze dell’ordine. Il numero di siti oscurati è cresciuto esponenzialmente: ogni mese vengono segnalati e resi irraggiungibili decine di domini fraudolenti.
Solo nei primi mesi del 2025, l’Ivass ha ordinato l’oscuramento di decine di nuovi siti abusivi. Nel marzo di un anno fa il totale dei siti bloccati dall’inizio del conferimento dei poteri (novembre 2023) era già salito a 220.
Ma l’oscuramento da solo non basta. Ivass ha compreso che la difesa più efficace è la prevenzione attraverso la cultura digitale del consumatore. Per questo, insiste costantemente sulla consultazione degli elenchi ufficiali: l’elenco delle imprese italiane ed estere ammesse a operare in Italia, il Registro Unico degli Intermediari, l’elenco dei siti web delle imprese e degli intermediari regolarmente iscritti.
L’Intelligenza Artificiale: minaccia e opportunità
Il 2025 segna il punto di non ritorno per l’uso dell’Ia nelle frodi. I truffatori utilizzano il deepfake per creare finti consulenti assicurativi che contattano le vittime via video-chiamata o tramite messaggi vocali personalizzati. Questa “reincarnazione” digitale rende estremamente difficile per l’utente medio distinguere la realtà dalla finzione.
Perché l’allarme riguarda tutti
Il danno non è solo individuale (il premio pagato e perso), ma collettivo. Il triplicarsi delle frodi comporta una pressione al rialzo sui premi delle polizze oneste. Ogni truffa pagata o ogni costo sostenuto per il contrasto all’illegalità ricade, inevitabilmente, sulle tasche dei cittadini che rispettano le regole.
L’allarme di Signorini non è dunque un semplice grido d’aiuto, ma una chiamata alle armi per un’alleanza tra regolatori, imprese e cittadini. La vigilanza non può più essere solo “reattiva” (chiudere i siti dopo la denuncia), ma deve diventare “predittiva”.
Come difendersi: la checklist essenziale
Per non cadere nella rete della “reincarnazione digitale” del crimine, gli esperti suggeriscono tre passaggi critici prima di ogni pagamento. Prima, verificare l’indirizzo web: i siti truffa spesso usano nomi simili a quelli reali ma con estensioni insolite (.net, .online, .tech) o errori minimi di spelling.
Poi, diffidare dai pagamenti su carte prepagate: nessuna compagnia seria chiede pagamenti tramite ricariche Postepay o sistemi anonimi.
Infine, controllare il Rui: se il venditore non è presente nel Registro Unico degli Intermediari, la polizza è carta straccia.
In conclusione, la lotta contro le frodi digitali è il test più difficile per la stabilità del mercato assicurativo italiano. Mentre il crimine corre sul filo dell’innovazione, le istituzioni rispondono con la forza dei dati e della trasparenza. La partita è aperta, ma la consapevolezza del consumatore resta l’unico vero firewall invalicabile.
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