Barbara Floridia e le 500.000 firme nel Paese delle Meraviglie costituzionali
La riforma Nordio è una legge costituzionale: tra slogan e fraintendimenti, la Costituzione continua a fare ciò che sa fare meglio. Restare in piedi.
Lo strumento segreto che la Costituzione non prevede
«Ve lo dico subito: non hanno alcun interesse a farvi sapere che esiste uno strumento concreto per cancellare la riforma Nordio sulla giustizia».
Così esordisce la senatrice Barbara Floridia, con il tono di chi sta per svelare una verità occultata ai più. Lo strumento, a suo dire, sarebbe semplice e democratico: 500.000 firme. In meno di un mese, ci viene assicurato, se ne sarebbero già raccolte quasi 300.000. Ora serve lo sforzo finale. “Possiamo fermarli”. Bastano due minuti.
Peccato che manchi un dettaglio fondamentale: quello strumento, così come viene raccontato, non esiste.
Per chiarezza giuridica: la riforma Nordio è una legge costituzionale. Di conseguenza non rientra nell’ambito dell’articolo 75 della Costituzione e non può essere abrogata con un referendum popolare abrogativo, né “cancellata” tramite una raccolta firme. L’art. 75 è chiarissimo nel porre un limite esplicito: le leggi costituzionali sono escluse.
L’unico strumento previsto dall’ordinamento è quello disciplinato dall’articolo 138 della Costituzione, cioè il referendum costituzionale confermativo, che può essere richiesto – tra gli altri – da 500.000 elettori solo quando una legge costituzionale non è stata approvata dal Parlamento con la maggioranza qualificata dei due terzi, come in questo caso. Non serve ad “abrogare”, non serve a “fermare” qualcuno, ma a chiedere ai cittadini se confermare o respingere una riforma già approvata secondo le procedure previste.
Parlare di “cancellarla” con 500.000 firme è quindi totalmente erroneo e fuorviante e denota una grave e preoccupante confusione sulle procedure costituzionali italiane. Il referendum che si terrà a marzo è reale, previsto dalla Carta, ma non corrisponde affatto alla narrazione proposta. La Costituzione, insomma, non funziona a colpi di slogan.
“Possiamo fermarli”: quando la politica diventa epopea
A questo punto la domanda sorge spontanea: chi dovremmo fermare, esattamente?
L’espressione “Possiamo fermarli” richiama scenari di resistenza epica, quasi militare, come se la riforma fosse un’invasione e il Parlamento un campo di battaglia. Ma non siamo a Zama, e la politica non è un poema storico. Barbara Floridia non è Publio Cornelio Scipione detto l’Africano, intento a bloccare Annibale: qui non ci sono eserciti alle porte, bensì procedure costituzionali, votazioni parlamentari e regole che esistono proprio per evitare scorciatoie narrative.
Questa trasformazione del diritto costituzionale in racconto eroico può funzionare sui social, ma sul piano istituzionale resta una mistificazione. E il problema non riguarda solo chi comunica.
Ancora più sorprendente è il seguito: persone pronte a firmare e a dichiarare che voteranno “No” perché la riforma Nordio “salva i mafiosi”. Un’accusa pesante, ripetuta come un mantra, senza analisi del testo normativo, senza spiegazioni tecniche, senza alcuna distinzione tra slogan e diritto penale. La complessità viene respinta come sospetta, lo studio delle norme come superfluo.
È l’elogio dell’ignoranza, quando la narrazione politica prende il posto della conoscenza giuridica. Uno spettacolo dell’assurdo in cui la Costituzione viene trattata come un ostacolo burocratico da aggirare, anziché come la regola del gioco che garantisce tutti.
Il problema non è il Referendum, ma la confusione istituzionale
Il Referendum costituzionale è uno strumento serio, previsto dalla Carta, ed è una delle forme più alte di partecipazione democratica. Il problema non è usarlo. Il problema è travisarlo, snaturarlo e raccontarlo per ciò che non è, soprattutto quando a farlo è una rappresentante delle istituzioni.
Se chi dovrebbe conoscere e rispettare le regole costituzionali le riduce a slogan, il danno non è solo politico, è culturale e istituzionale. E allora sì, qualcuno dovrebbe essere fermato.
Ma non con 500.000 firme.
Con una maggiore attenzione al diritto costituzionale e a ciò che, ostinatamente, continua a dire.
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