Chi tocca i nostri bambini immediatamente fuori dall’Italia!
Una giornata come tante, nel cuore di Brescia, trasformata in un incubo di violenza cieca. Un bambino di dieci anni e uno di appena tre, colpevoli solo di giocare in un parco, sono stati aggrediti improvvisamente dalla furia di un ventinovenne nigeriano. Solo il coraggio eroico della madre e il tempestivo intervento di un passante hanno evitato il peggio, prima che l’aggressore, un pregiudicato, scaricasse la sua rabbia anche sulle forze dell’ordine arrivate sul posto, aggredendo gli agenti con pugni e botte. Un episodio gravissimo che fa saltare ogni argine della sopportazione. Questa persona ha cercato di strangolare il bambino di 3 anni dopo averci provato con quello di 10 che è riuscito a divincolarsi.
Di fronte a scene del genere, l’unica risposta possibile è la fermezza assoluta. Se un individuo ha già dei reati alle spalle, non deve stare in Italia. Punto. Il tempo della tolleranza è finito, la misura è colma. Continuare a tollerare la presenza di questi soggetti non è accoglienza, è un tradimento. Un tradimento verso i nostri figli, verso i più deboli, verso l’intero Paese.
È inaccettabile che chi semina violenza sulle nostre strade pretenda poi di accampare diritti davanti a un magistrato.
Ottenere la cittadinanza non è un diritto universale, è un privilegio, una concessione. Deve essere il frutto di un percorso evolutivo, il segno di essere desiderati dalla comunità che accoglie. Esattamente come il poter stare nel Paese. Facciamo entrare e restare solo chi vogliamo noi. E questo insindacabilmente. Senza neanche l’obbligo di dare una motivazione per come la vedo io: in casa nostra entra chi ci piace, chi porta un valore aggiunto, chi si comporta bene.
Chi aggredisce i nostri bambini perde qualsiasi diritto, persino se coperto da uno status di rifugiato. Tentare di uccidere un bambino cancella, umanamente e moralmente, ogni nostro dovere di preoccuparci per il benessere del responsabile.
Siamo profondamente stanchi di assistere a questo paradosso, gente che da questo Paese riceve tutto, protezione, opportunità, speranze e risponde con il peggior odio possibile, quasi fossimo noi la causa delle loro sofferenze anziché la loro salvezza.
Chi aggredisce i nostri figli non ha nulla a che fare con noi. Questi individui sono indesiderati. Esiste un diritto di resistenza insito nel diritto stesso di esistenza di un popolo. Contro certi personaggi, qualsiasi resistenza e qualsiasi misura cautelativa, per quanto estrema, non è solo lecita, è doverosa per difendere la nostra stessa sopravvivenza.
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