Referendum: capovolte e ipocrisie
La campagna referendaria, privata del merito, è dominata dal trasformismo. I partiti hanno cambiato posizione con la rapidità dei convertiti e l’arroganza di chi pretende rispetto dopo aver smentito se stesso. Ciò che ieri era scandalo oggi diventa riforma, ciò che ieri era garanzia oggi è trattato come eresia. La destra santifica oggi ciò che per anni ha agitato come arma polemica. La sinistra, prigioniera di una tensione irrisolta tra garantismo storico e giustizialismo morale, non è stata capace di trovare una sintesi che guardasse alla realtà e ha finito per rinnegare ciò che nella sua tradizione aveva rivendicato come presidio di garanzia. Non è politica, è una recita dell’irreale, insieme claunesca e tragica. È il teatro miserabile di gruppi dirigenti che non cercano la verità, ma l’alibi.
Intanto il prezzo lo pagano altri, le forze di polizia che presidiano le strade, chi regge le carceri, chi ogni giorno, dalle cattedre, affronta il peso di una società che consegna una gioventù più dura e più fragile, mentre si contano le morti sul lavoro e l’economia scivola verso la recessione. Costoro abitano il reale, mentre altri duellano per il potere, per il simbolo, per la rendita. È il vizio italico che chiama principio ciò che è interesse e coscienza ciò che è convenienza. Il resto è la fotografia del declino tra guerre e scenari internazionali inquieti, linguaggio pubblico impoverito e volgare, una landa desolata e arida in cui fioriscono solo i cortigiani del sovrano di turno, mentre il popolo fatica ad arrivare alla fine del mese.
La domanda è semplice, come possono i cittadini fidarsi di partiti che cambiano opinione su un tema così delicato e di una parte della giustizia che, invece di custodire con sobrietà l’equilibrio della legge e delle garanzie, finisce per apparire attrice del conflitto politico, quasi fosse essa stessa un partito? Baudelaire l’aveva scritto meglio di tutti: “i nostri peccati sono ostinati, i nostri pentimenti vigliacchi”.
Leggi anche: Se lo Stato arretra, avanza la mimetica
Torna alle notizie in home