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Giustizia

Referendum, ignobile sceneggiata di Conte contro la riforma della giustizia

Il leader M5S appare in un video in stile Beppe Grillo

di Lino Sasso -


L’ultima trovata di Giuseppe Conte in vista del referendum sulla riforma della giustizia è degna delle peggiori uscite di Beppe Grillo. Un mix di populismo, approssimazione e falsità da far rabbrividire. Una serie di affermazioni raffazzonate che messe insieme le une con le altre non hanno alcun senso. In realtà, a ben vedere, non ne hanno neanche prese singolarmente. Ma nel loro insieme sono peggio che mischiare le pere con le mele. Il video che Giuseppe Conte ha voluto realizzare per dire la sua sul referendum della giustizia è un’ignobile trovata propagandistica con la quale si prendono in giro i cittadini. Una sequela di falsità da far rabbrividire Pinocchio.

Il video in stile Beppe Grillo

Lo show inizia, come dicevamo, con lo stesso inconfondibile approccio di Beppe Grillo. Evidentemente, qualcosa di grillino è rimasto nel Movimento 5 Stelle dopo che il suo fondatore è stato accompagnato alla porta. Giuseppe Conte inizia ‘bussando’ alla telecamera e poi afferma con fare beffardo: “Posso arrestarti?”. Breve pausa per enfatizzare il tutto. Poi riprende a parlare: “Voi pensate a uno scherzo, e invece no. Parliamo della legge di Nordio e Meloni: adesso prima dell’arresto ti avvisano per convocarti all’interrogatorio”. Tutto chiaro no? Ah no? Nessun problema, il leader del Movimento 5 Stelle approfondisce e tira le somme. “Quindi in tutta Italia tanti criminali stanno scappando”. Chi di voi ultimamente non si è imbattuto in orde di farabutti intenti a darsi alla macchia? Pare che molti si siano addirittura organizzati in comitive. Conte non lo dice, ma dietro ci sarebbe lo zampino di Salvini, che in combutta con la premier e il ministro della Giustizia, quelli della legge per far avvisare e scappare i delinquenti, ha organizzato dei treni speciali a tariffe agevolate per i mascalzoni in fuga.

Le falsità di Conte sulla riforma della giustizia in vista del referendum

Ma torniamo all’esilarante video dell’ex presidente del Consiglio, che fa anche diversi esempi. Su tutti spicca quello di “un cittadino perbene, un testimone di reati di spaccio” che “ha dovuto lasciare la città perché i criminali, convocati, hanno saputo dell’arresto, hanno letto le carte e hanno pure saputo chi li aveva denunciati. Ma ci rendiamo conto?”. Lo diciamo anche noi: ci rendiamo conto che un indagato entra a conoscenza del nome di un testimone perché chi conduce le indagini è così superficiale e approssimativo da fornirglielo? Ma per Conte la colpa è di Nordio e Meloni. Poi l’apoteosi: “Per salvare politici e colletti bianchi dall’arresto, hanno fatto una legge che fa scappare ladri e spacciatori in tutto il Paese. E ora insistono con la legge di riforma costituzionale Nordio per rendere casta dei politici completamente intoccabile, al riparo dalle inchieste dei pubblici ministeri, mentre invece la giustizia continua a essere una lumaca nei tribunali per i comuni cittadini”. Nulla di più falso ovviamente. Ma per questa stupidaggine in piena regola, Conte offre anche una soluzione. “Dobbiamo fermarli con il referendum” sulla riforma della giustizia. Se prima non sarà la neuro a fermare chi sostiene simili assurdità.


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