Aumentano le compravendite ma ora con i tassi Bce si rischia il gelo in attesa del Piano casa del governo
Tre mesi son passati e il patrimonio immobiliare italiano ha recuperato, in termini di valore: l’uno per cento sul periodo, il 5,2% sul trend annuale. Ieri l’Istat ha sciorinato numeri e analisi sul pianeta casa. Gli analisti di via Cesare Balbi hanno riferito che l’Ipab, ossia l’indice dei prezzi delle abitazioni è salito, pure rispetto alla fine dello scorso anno quando la crescita dei valori di mercato s’era attestata al 4%. Solo che, tra gennaio e marzo di quest’anno, a spingere verso l’alto l’asticella dei prezzi sono state le nuove abitazioni. Il tasso tendenziale di variazione è arrivato al +6,7%, una crescita che recupera pure la perdita di valore che s’era accusata nell’ultimo trimestre dell’anno passato (-1,1 per cento). Il parco immobiliare già esistente, invece, dichiara aumenti che sembrano più lenti rispetto alle ultime rilevazioni, passando dal 5% al +4,8%. Su queste abitazioni, però, il tasso di inflazione (2,7 per cento) resta più alto rispetto alle nuove costruzioni (1,8).
Il patrimonio immobiliare: a che punto siamo
A differenza di quanto accade in Spagna, dove per il quarto trimestre di fila le compravendite cedono terreno, in Italia s’è registrato l’ennesimo aumento degli affari. Le vendite, infatti, sono salite del 4,4 per cento rispetto al dato dell’anno scorso. Un segnale che testimonia, da un lato, che il mattone rimane il bene rifugio preferito dagli italiani; dall’altro che il mercato aveva ripreso a muoversi. Adesso, però, con la scelta della Bce di inasprire i tassi e di appesantire, con il costo del denaro, pure mutui e possibilità di accesso al credito, tutto torna di nuovo in gioco. La domanda, come spiegano gli esperti di Idealista, rimane alta. E, anzi, si assisterebbe addirittura al paradosso per cui diventare proprietari di case, in Italia, si fa sempre più difficile.
L’attesa del Piano casa
Ci sono troppe variabili, a cominciare dalle disponibilità che si fanno sempre più ridotte. Ed è (anche) per questo che l’attesa per il grande Piano casa annunciato dal governo si fa sempre più snervante. Tra le novità derivanti dalla discussione del decreto in Parlamento è emersa la dotazione finanziaria da 1,2 miliardi, “tolti” dai progetti ferroviari del Pnrr. Ma l’ultima parola, va da sé, spetta a Bruxelles che dovrà dare il nulla osta sulla modifica del Piano. Non dovrebbero esserci problemi ma, quando c’è di mezzo la Commissione Ue, è sempre bene non fidarsi troppo.