L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Attualità

Pd 2026: Tina Anselmi sulla tessera, il paradosso dell’integrità contro il PD moderno

Il PD celebra Tina Anselmi, icona di integrità e fervente cattolica, sulla tessera 2026. Ironia storica e paradosso politico tra la serietà della Anselmi e il PD di Schlein

di Anna Tortora -


Tina Anselmi, l’integrità incarnata

Tina Anselmi non era soltanto una grande politica: era integrità pura, coerenza senza compromessi, serietà cristallina. Ministro, parlamentare, fervente cattolica, incarnava valori che oggi sembrano reliquie: dedizione al bene comune, sobrietà, responsabilità.
E allora provate a immaginarla nel PD di oggi: “Immaginate Tina Anselmi ballare sul carro al Gay Pride?” Impossibile. Sarebbe come chiedere a un cardinale di fare freestyle al Circo Massimo: poetico, eppure totalmente fuori luogo. È proprio questa incongruenza a rendere la scelta della tessera irresistibilmente ironica: il PD che si proclama progressista e inclusivo decide di celebrare l’integrità e il rigore morale di una donna che rappresenta tutto ciò che oggi nel partito appare sbiadito o dimenticato.

Tina Anselmi, con la sua compostezza e la sua coerenza, diventa così un faro luminoso in un partito che naviga a vista tra slogan, tweet e retorica progressista: una scelta simbolica che sa di paradosso storico e di sottile presa in giro involontaria.

Schlein e il PD moderno, tra contraddizioni e promesse

Se Tina Anselmi è sobrietà e rigore, il PD di Schlein è un caleidoscopio di contraddizioni: progressista, inclusivo, moderno… e al tempo stesso costretto a celebrare una democristiana cattolica come icona morale. Il contrasto è così evidente da far sorridere amaramente: un partito che vuole parlare al futuro e ai giovani, ma guarda al passato per trovare un simbolo.
È il trionfo della coerenza altrui e dell’improvvisazione propria. Schlein può anche promettere diritti civili, uguaglianza e innovazione, ma sotto il vetro della tessera campeggia un volto che ha incarnato tutto ciò che nel PD contemporaneo è irrimediabilmente assente: serietà, integrità, dedizione senza clamore.

Il risultato? Un partito moderno che sembra avanzare… ma guarda indietro. La tessera di Tina diventa un monito comico e malinconico: il PD celebra il passato mentre prova a scrivere il futuro, inciampando nel contrasto tra la santità della Anselmi e la fluidità della propria identità politica.

Il paradosso irresistibile del PD

La tessera del PD 2026 non è solo un pezzo di plastica: è un microcosmo di ironia storica. Tina Anselmi, integrità incarnata e icona morale, osserva dall’alto un partito che si proclama progressista e moderno, ma che inciampa tra slogan e nostalgie.
Il PD tenta di parlare al futuro, ma sulla tessera campeggia il passato. E noi spettatori, tra un sorriso e un’alzata di sopracciglio, assistiamo al grande paradosso politico italiano: una tessera che santifica la coerenza e l’integrità di Tina Anselmi, mentre il PD e la sua leadership moderna, tra Schlein e promesse, sembrano improvvisare ogni passo.

Leggi anche: Schlein “Manovra pessima, Meloni fa cassa sulle pensioni”


Torna alle notizie in home