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Attualità

Non è la Rai… Ma senza Ambra Angiolini

Ma con Ranucci, Conti e Clerici usati come testimonial e benefattori inconsapevoli.

di Andrea Fiore -


Le truffe online hanno smesso di vestirsi da truffe. Ora preferiscono il tailleur della Rai. Prendono un logo, lo incollano su una pagina qualunque e sperano che l’utente non guardi l’indirizzo del sito. È la nuova strategia: non convincere con i contenuti, ma con il travestimento.

L’ultimo esempio è una pagina che imita RaiNews, con le foto di Carlo ContiSigfrido Ranucci e Antonella Clerici, usate come garanzia visiva. L’idea è semplice: se ci sono due volti noti, allora dev’essere tutto vero. Peccato che l’intervista sia inventata da cima a fondo. Ranucci viene trasformato in un testimonial entusiasta, Conti diventa un investitore segreto, e la piattaforma Caprionza appare come la scorciatoia per diventare ricchi con un clic. Il tutto condito dalla solita storia dell’inchiesta “bloccata perché troppo scomoda”, che ormai è il jolly preferito di chi non ha nulla da dire.

Lo scoop proibito

Il punto non è la fantasia del racconto, ma la sua confezione. Queste pagine puntano sull’impatto visivo: logo istituzionaletono seriovolti popolari, linguaggio da scoop proibito. È un trucco elementare: se non hai autorevolezza, la prendi in prestito. E se non hai prove, inventi un contesto che sembri credibile a prima vista.

Il problema è che funziona proprio perché molti si fermano alla superficie. Se qualcosa “sembra professionale”, scatta automaticamente la fiducia. Se c’è un volto noto, scatta la rassicurazione. Se c’è la parola “censurato”, scatta la curiosità. È un meccanismo semplice, e proprio per questo efficace.

L’indirizzo sbagliato

Vale la pena ricordarlo senza fare prediche. Se un articolo promette guadagni rapidi, non è un’inchiesta. Se cita personaggi famosi senza fonti, non è giornalismo. Se sembra RaiNews ma l’indirizzo è un nome improbabile, non è la Rai. E se ti senti privilegiato perché hai scoperto un “segreto che non vogliono farti sapere”, forse è il momento di respirare e rileggere.

In fondo, la morale è chiara. Non è la Rai, non è un servizio pubblico, non è un’opportunità finanziaria. È solo una pagina costruita per sembrare seria mentre tenta di portarti verso un link. E diciamolo con un sorriso: se Carlo Conti avesse davvero un metodo per trasformare 250 euro in una fortuna, non lo troveresti certo su una finta homepage.

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