L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Esteri

Ucraina, gli irresponsabili non devono giocare con il futuro dei popoli

Il Consiglio europeo e il piano di pace Usa

di Ernesto Ferrante -


I papà e le mamme d’Europa non vogliono che i propri figli muoiano per i pruriti bellici di Ursula von der Leyen e Mark Rutte o per i cessi d’oro di Volodymyr Zelensky. La narrazione della “guerra necessaria” incanta sempre meno persone. Gli elmetti e gli stivali sul terreno piacciono solo a chi vuole lucrare sul sangue (degli altri). L’Ue sta perdendo ancora una volta. La pace vera richiede il coraggio di riconoscere gli errori inanellati in questi anni come perline da bancarella. La realpolitik è sicuramente meno dolce della retorica, ma è necessaria.

La farsa di Bruxelles, oltre ad essere estremamente pericolosa, può rivelarsi disastrosa. L’assenza di sedie ai tavoli veri per mettere fine al conflitto tra Ucraina e Russia, certifica il fallimento dei burocrati europei. Le maggioranze rabberciate salvano al massimo qualche poltrona, ma non cambiano i fatti. Il Consiglio europeo di ieri e di oggi, è l’emblema dell’irrilevanza.

La minaccia a vuoto di Rutte

“Vladimir Putin deve sapere che dopo un accordo di pace, se tenterà di attaccare nuovamente l’Ucraina, la reazione sarà devastante. Ed è proprio con questo intento che stiamo elaborando le garanzie di sicurezza”, ha detto il segretario generale della Nato, Mark Rutte, nel corso della sua visita in Polonia, precisando però che l’Alleanza atlantica non sarà parte direttamente delle garanzie, per ragioni “pratiche”. Rutte, per portarsi avanti con il lavoro, ha anticipato le minacce, lanciando un avvertimento a Putin per qualcosa di non ancora realizzato. E che se dovesse arrivare, non sarebbe certamente per merito suo.

L’ostruzionismo di Zelensky

La conferenza stampa del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo il suo intervento al Consiglio Europeo, ha ricalcato il suo solito copione: una serie di esternazioni irresponsabili. Gli Stati Uniti d’America, ha affermato l’ex comico, “non ci vedono nella Nato”, ma “per ora”, perché “nella vita tutto è per ora” e i politici cambiano: qualcuno “vive”, qualcun altro “muore”.

La questione della Nato

“Penso che se qualcuno dice” che Kiev non deve entrare nella Nato, “allora dobbiamo fare i nomi di queste persone e poi risolvere le cose. In tutta onestà, non credo che dobbiamo cambiare la nostra Costituzione. Perché è la Costituzione ucraina e bisogna lasciare al popolo ucraino decidere cosa dovremmo fare con la nostra Costituzione”, ha aggiunto il presidente ucraino, fingendo di dimenticare che la questione dell’entrata del suo Paese nel blocco atlantico, è stata una delle cause scatenanti della tensione crescente con la Federazione russa, che ha portato all’escalation.

I nodi relativi al prestito di riparazione (al vaglio dell’Ue), al futuro dei territori del Donbass e alle garanzie di sicurezza che Usa e Ue “offrirebbero” all’Ucraina sono “intrecciati”, secondo Zelensky.

I contatti tra Usa e Russia sull’Ucraina

Nel frattempo, lontano dall’Europa prosegue il dialogo tra Mosca e Washington. “Stiamo effettivamente preparando alcuni contatti con le nostre controparti americane per ottenere informazioni sui risultati del lavoro svolto dagli Stati Uniti con europei e ucraini”, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Tass, rispondendo alle domande dei giornalisti sulle indiscrezioni secondo cui nel fine settimana potrebbero tenersi nuovi colloqui tra Russia e Stati Uniti a Miami.

In precedenza, Axios e Politico avevano riferito di un possibile viaggio in Florida del rappresentante speciale del presidente russo Vladimir Putin, Kirill Dmitriev, per un nuovo round di negoziati sulle ultime modifiche al piano di pace americano con l’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, e con il genero del presidente, Jared Kushner.

L’accusa del Cremlino all’Europa

La Russia “ha la sensazione che l’Europa sia ossessionata dall’idea di trovare soldi per continuare la guerra” in Ucraina, ha rivelato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in una intervista a Izvestia. I russi ritengono che “gli europei difficilmente daranno un contributo positivo alla bozza del piano americano per un accordo ucraino”.

La Banca centrale di Mosca ha annunciato che presenterà una causa presso un tribunale arbitrale russo per recuperare le perdite subite dalle banche europee a causa del congelamento dei suoi beni, per un importo pari ai beni illegalmente trattenuti e ai profitti persi.


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