L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Esteri

Ucraina: Meloni abbottonata in vista del Consiglio europeo. Opposizione confusa e infelice

Massima cautela sugli asset russi

di Ernesto Ferrante -


Nessun elmetto e mosse prudenti. L’Italia “non intende inviare soldati in Ucraina” e, sugli asset russi, pur avendo approvato il regolamento che ha fissato l’immobilizzazione dei beni russi, “non ha avallato ancora alcuna decisione sul loro utilizzo”. La premier Giorgia Meloni ha tracciato la linea del governo in vista del Consiglio europeo di oggi e domani. Ribadito il sostegno a Kiev, ma senza coinvolgimenti militari diretti e senza forzature giuridiche.

La posizione italiana al Consiglio europeo

Nel suo intervento a Montecitorio, la presidente del Consiglio ha riferito del vertice di Berlino con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, altri leader europei e i negoziatori americani, svoltosi in “un clima costruttivo e unitario”. Meloni ha indicato i quattro pilastri che, dal punto di vista di Roma, devono orientare il percorso verso la pace: “Lo stretto legame tra Europa e Stati Uniti”, “il rafforzamento della posizione negoziale ucraina”, “la tutela degli interessi dell’Europa” e “il mantenimento della pressione sulla Russia”. Meno realistico e più propagandistico il passaggio sulla presunta realtà sul campo, che vedrebbe Mosca impantanata “in una durissima guerra di posizione”, tanto che “dalla fine del 2022 ad oggi, è riuscita a conquistare appena l’1,45% del territorio ucraino”.

Meloni parla delle garanzie di sicurezza e degli asset russi

Nel descrivere lo stato delle trattative, la leader di Fdi ha fatto riferimento a “un pacchetto che si sviluppa su tre binari paralleli: un piano di pace, un impegno internazionale per garantire all’Ucraina solide e credibili garanzie di sicurezza, e intese sulla futura ricostruzione della Nazione aggredita”. Rispetto alle garanzie di sicurezza, Giorgia Meloni ha ribadito in Aula la postura dell’esecutivo: l’ipotesi di una forza multinazionale resta in discussione “con partecipazione volontaria di ciascun Paese”, ma “l’Italia non intende inviare soldati in Ucraina”.

Ancora sul tavolo è invece l’ipotesi di “garanzie da parte degli alleati internazionali – a partire dagli Usa – sul modello dell’articolo 5 del Patto Atlantico, avanzata “proprio dall’Italia”. Quanto al nodo dei territori, per la premier è proprio la richiesta russa sul Donbass “lo scoglio più difficile da superare nella trattativa”. Ogni decisione “dovrà essere presa tra le parti e nessuno può imporre da fuori la sua volontà”.

Sul tema degli asset russi congelati, Palazzo Chigi resta molto cauto, rivendicando un principio chiave: “decisioni di questa portata giuridica, finanziaria e istituzionale – come anche quella dell’eventuale utilizzo degli asset congelati – non possono che essere prese al livello dei leader”. La base legale deve essere solida e devono essere chiariti i “possibili rischi connessi alla proposta” cara a Ursula von der Leyen, inclusi quelli “reputazionali, di ritorsione o legati a nuovi, pesanti, fardelli per i bilanci nazionali”. Nessun azzardo.

Le opposizioni accusano il governo

Dalle opposizioni la solita, confusa bagarre. Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, ha affermato che Meloni “prima la pensava come Biden, ora come Trump”. La segretaria del Pd Elly Schlein ha chiesto alla premier se Matteo Salvini “è ancora il vicepresidente del consiglio o è diventato il portavoce di Mosca”. Nicola Fratoianni di Avs ha sollecitato il capo del governo a farsi promotrice in Europa di un’iniziativa politica “che punti sulla definizione di un’alternativa rispetto allo scontro di civiltà in cui le autocrazie ci vogliono cacciare”.

Putin ridicolizza i leader europei

Il presidente russo Vladimir Putin ha attaccato i leader europei definendoli “porcellini”. In una riunione con i funzionari del ministero della Difesa russo a Mosca, il capo del Cremlino ha detto che “i porcellini europei si sono immediatamente accodati alla precedente amministrazione americana, sperando di trarre profitto dal crollo del nostro Paese”. I politici in Europa, ha incalzato Putin, stanno inculcando nelle persone “la paura di un inevitabile scontro con la Russia, come se dovessero prepararsi a una guerra di vasta portata”. Per il presidente russo si tratta di “sciocchezze”.

Chiaro l’avvertimento a Zelensky e a qualche “volenteroso” di stanza a Parigi, Berlino o Londra: “Se Kiev si rifiuta di negoziare nel merito” della cessione dei territori, “la Russia otterrà la liberazione dei territori con mezzi militari”.


Torna alle notizie in home