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Esteri

Ucraina: Zelensky spara le ultime cartucce, l’Ue inciampa

Verso nuovi negoziati

di Ernesto Ferrante -


L’Ucraina è “pronta” a tenere un incontro a livello di leader con Russia e Stati Uniti e “continua a lavorare” per organizzarlo, ritenendo che un vertice in questo formato “potrebbe rivelarsi decisivo sotto molti aspetti”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un post su X, in cui ha reso noto di aver ricevuto dal team negoziale un rapporto dettagliato sui colloqui avuti in Svizzera. “Contiamo sul fatto che un altro ciclo di negoziati venga organizzato molto presto, già nel mese di febbraio, e che tale ciclo sia davvero produttivo”, ha proseguito il presidente ucraino, aggiungendo che “le risposte dell’Ucraina alle questioni più difficili in vista del prossimo incontro sono pronte”.

Il muro di Zelensky sui territori

Sia gli americani sia i russi dicono che se vuoi che la guerra finisca domani, devi lasciare il Donbass”, ha affermato Zelensky in un’intervista all’Afp. Kiev controlla ancora circa un quinto della regione di Donetsk, mentre Mosca ha preso praticamente l’intera Lugansk. Gli ucraini hanno rivendicato la riconquista di 300 chilometri quadrati con una presunta controffensiva lungo il fronte meridionale.

Le elezioni in Ucraina e il contingente militare straniero

L’ex comico ha sostenuto che le elezioni veloci in Ucraina, volute dai russi, siano solo un espediente “per rimuoverlo dal potere”. A proposito del contingente straniero da dispiegare in Ucraina in caso di cessate il fuoco, ha ribadito una richiesta che le altre parti al tavolo delle trattative non potrebbero mai accettare, perché comporterebbe il tramonto di qualsiasi possibilità di dialogo: “Vorremmo che fosse più vicino alla linea del fronte. Naturalmente, nessuno vuole stare in prima linea, ma ovviamente gli ucraini vorrebbero che i nostri partner stessero con noi al fronte”.

Gli appuntamenti del 24 febbraio

Il presidente francese, Emmanuel Macron, e il primo ministro britannico, Keir Starmer, co-presiederanno martedì prossimo – quarto anniversario dell’inizio dell’operazione militare speciale russa – una riunione in videoconferenza della Coalizione dei Volenterosi. L’incontro del 24 febbraio servirà a “riaffermare l’impegno dei 35 Paesi partecipanti a sostenere l’Ucraina, contribuendo a creare le condizioni per una pace solida e duratura, capace di garantire la sicurezza dell’Ucraina e dell’Europa”, ha fatto sapere l’Eliseo. Nella stessa giornata, il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen saranno nella capitale ucraina.

Budapest blocca il prestito Ue a Kiev

L‘Ungheria ha bloccato il prestito Ue da 90 miliardi di euro per l’Ucraina, concordato al Consiglio europeo dello scorso dicembre per fornire a Kiev i fondi di cui ha bisogno per il bilancio statale e lo sforzo militare nel conflitto con la Russia. A riportarlo è stato il Financial Times, citando quattro addetti ai lavori, secondo cui l’ambasciatore ungherese in Ue ha sollevato delle obiezioni rispetto all’emissione di debito comune.

In base all’intesa tra i leader europei, il prestito sarebbe stato concesso secondo la formula della cooperazione rafforzata tra 24 Paesi membri. Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca si sono tirate fuori, ma hanno accettato di dare il loro via libera all’utilizzo del margine del bilancio Ue come garanzia per l’emissione di debito comune, che richiede l’unanimità dei 27.

I rappresentanti permanenti degli Stati membri dell’Ue si sono rivisti nel Coreper alle 17 di ieri, a Bruxelles, per raggiungere un accordo sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia.


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