Vertice Usa – Iran a Islamabad: ipotesi 28 – 30 marzo
La conferma del Pakistan, la cautela di Teheran, la posizione di Washington
Il baricentro della diplomazia mondiale si sposta in Pakistan: le indiscrezioni su un possibile incontro ad alto livello tra Usa e Iran a Islamabad guadagnano spazio.
La conferma del “mediatore”: le fonti pakistane
L’agenzia di stampa ufficiale pakistana Associated Press of Pakistan e il quotidiano Dawn hanno riportato le dichiarazioni del primo ministro Shehbaz Sharif, il quale ha confermato che Islamabad ha offerto le proprie strutture per ospitare i colloqui.
Secondo il network Geo News, il governo pakistano avrebbe già predisposto un protocollo di sicurezza di massimo livello nella “zona rossa” della capitale, in attesa di una conferma definitiva sulle date, che fonti diplomatiche locali ipotizzano tra il 28 e il 30 marzo.
La cautela di Teheran: i media iraniani
L’agenzia statale iraniana Irna mantiene una linea di prudenza, ribadendo che “non sono in corso negoziati diretti” con la controparte americana.
Tuttavia, l’agenzia Tasnim, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, ha ammesso che il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale sta analizzando una proposta in 15 punti consegnata tramite “canali regionali”.
Il quotidiano Tehran Times ha sottolineato che un eventuale spostamento di Mohammad Bagher Ghalibaf verso il Pakistan sarebbe finalizzato a chiarire le “linee rosse” della Repubblica Islamica, piuttosto che a una resa diplomatica.
La posizione di Washington
Negli Stati Uniti, l’agenzia Reuters ha citato fonti dell’amministrazione Trump confermando che gli Usa hanno accettato “in linea di principio” la sede di Islamabad.
Secondo un’esclusiva di Axios, la delegazione americana vedrebbe in prima linea Steve Witkoff e Jared Kushner, con il compito di discutere i dettagli tecnici di una “de-escalation monitorata”.
Il Wall Street Journal ha aggiunto che il Dipartimento di Stato considera il Pakistan un “facilitatore logistico indispensabile” per superare l’attuale stallo, definendo l’iniziativa come un last-ditch effort (un ultimo disperato sforzo) prima della ripresa dei raid aerei.
Il contesto regionale
Il network Al Jazeera ha analizzato l’ipotesi Islamabad come una vittoria diplomatica per il Pakistan, sottolineando come la nazione stia cercando di bilanciare i rapporti con i due storici alleati – rivali.
Secondo l’agenzia Bloomberg, la sola notizia di una possibile apertura a Islamabad ha già influenzato i mercati energetici, portando a una lieve flessione del prezzo del greggio in attesa di conferme ufficiali sull’effettivo inizio dei cosiddetti “colloqui di prossimità”.
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