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Esteri

L’ora di Zelensky alla Casa Bianca. E poi arriva Netanyahu

Vladimir Putin ha rivendicato la tenuta del sistema economico russo, ridimensionando l'impatto delle sanzioni dell'Ue

di Mauro Trieste -


A Washington il tempo si misura in crisi, non in minuti. E mentre Donald Trump e Volodymyr Zelensky diffondevano sui social la foto sorridente dallo Studio Ovale, l’auto di Benjamin Netanyahu era in arrivo alla Casa Bianca. Due guerre, due leader, un’unica capitale che li ha accolti senza farli incontrare, come hanno riferito fonti israeliane.

I temi dell’incontro con Trump

Zelensky ha parlato di Patriot, licenze industriali e diplomazia: “È importante che il processo diplomatico venga rinforzato”, ha scritto sui social, ricordando la morte del senatore Lindsey Graham, “un vero amico dell’Ucraina”. “Sono grato agli Usa per il loro fermo sostegno”, ha aggiunto l’ex comico.

Trump ha deciso di concedere a Kiev le licenze per la produzione di missili per i sistemi di difesa aerea Patriot. Lo ha riferito Zelensky a Fox News, aggiungendo che il presidenti degli Stati Uniti “ha acconsentito a concederci le licenze, e poi ho incontrato i rappresentanti dei produttori, importanti aziende militari statunitensi. Spero che possiamo arrivare a una produzione congiunta”.

L’affondo di Putin contro l’Ue

Nel frattempo, da Mosca Vladimir Putin ha rivendicato la tenuta del sistema russo. Davanti alla Duma, il presidente russo ha definito “un record mondiale” le sanzioni occidentali. Record nel numero e nella loro “futilità”. Secondo Putin, le restrizioni avrebbero colpito più l’Europa che il Cremlino, senza indebolire né l’economia né la capacità militare della Russia. E, non potendo vincere sul campo di battaglia, l’Occidente ricorrerebbe ora a “metodi terroristici”. Una narrazione che ignora volutamente il 21esimo pacchetto di misure approvato dall’Ue con nuove strette.

Peskov parla delle comunicazioni con gli Usa

Sul fronte diplomatico, la presidenza russa ha confermato contatti con Washington per una possibile soluzione negoziale in Ucraina. Ma, ha precisato il portavoce Dmitry Peskov, non c’è alcuna richiesta americana di una telefonata fra Trump e Putin. Gli Stati Uniti, ha concluso, non hanno abbandonato il dossier ucraino. Semplicemente oggi hanno “problemi più prioritari”.


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