Nave da crociera incagliata nel Danubio, evacuati i passeggeri, fiume ai minimi storici
Incidente nel tratto bulgaro del Danubio. Le prossime settimane saranno decisive per capire se la navigazione potrà tornare regolare
La Viking Ullur, nave da crociera svizzera, si è incagliata nel Danubio durante la navigazione notturna nel settore bulgaro del fiume. Mentre stava procedendo verso la Romania ha urtato un banco di sabbia emerso a causa del livello dell’acqua più basso degli ultimi trent’anni. A bordo erano presenti quasi 200 passeggeri e oltre cinquanta membri dell’equipaggio.
Evacuazione immediata e nessun ferito
Le autorità bulgare hanno disposto l’evacuazione dei passeggeri con motovedette della polizia di frontiera. L’operazione è stata rapida e non si registrano feriti. I viaggiatori sono stati trasferiti a terra per proseguire il percorso con mezzi alternativi, mentre la nave è rimasta ferma nel punto dell’incaglio in attesa delle verifiche tecniche. La compagnia sta valutando le procedure per liberare l’unità, che potrebbe richiedere l’intervento di rimorchiatori e un alleggerimento dei serbatoi. La priorità resta la sicurezza della zona, dove la navigazione è già limitata da giorni.
Danubio in crisi: livelli mai così bassi
Il Danubio attraversa dieci Paesi europei e rappresenta una delle principali vie d’acqua del continente. Il suo livello attuale è sceso a valori considerati eccezionali, con tratti in cui emergono banchi di sabbia e strutture normalmente sommerse. Le ondate di caldo e la scarsità di piogge hanno ridotto la portata del fiume, creando problemi alla navigazione commerciale e turistica. In alcune aree sono riemersi relitti storici, segnale evidente della secca che sta colpendo l’Europa centrale. Le autorità monitorano costantemente la situazione, ma non si attendono miglioramenti significativi nel breve periodo.
Ripercussioni su turismo e trasporti
L’incidente della Viking Ullur conferma le difficoltà del turismo fluviale, con crociere costrette a modificare itinerari o ridurre le tratte. Anche il traffico merci risente della situazione, perché molte imbarcazioni devono procedere con carichi ridotti per evitare urti con il fondale. Il basso livello del Danubio è ormai un tema centrale per la sicurezza e la mobilità lungo la rotta che collega Europa centrale e Balcani. Le prossime settimane saranno decisive per capire se la navigazione potrà tornare regolare o se saranno necessarie ulteriori restrizioni.
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