Enzo Maraio (PSI): “Meloni? È il governo dei selfie.
Enzo Maraio è segretario nazionale del Partito Socialista Italiano dal 2019, rieletto nel congresso straordinario Psi di Napoli nello scorso marzo. Politica internazionale, governo Meloni, presente e futuro del centrosinistra, ruolo dell’Europa: questi i temi affrontati in una intervista in cui Maraio racconta anche la ricetta per la tutela di giovani e famiglie.
Segretario, a quasi tre anni dall’insediamento del governo Meloni, qual è il bilancio politico che il PSI ne trae? E’ il Governo dei selfie e degli annunci. Il premier appare ma non risolve. La politica estera ne è l’esempio. Tante foto con Trump, l’Italia non incide in Europa, non legge la crisi in Medio Oriente. Da un lato, poi, si cerca l’amicizia con Orban, dall’altro si chiede aiuto a Von der Leyen. Questa supremazia dell’incompetenza è evidente. L’Esecutivo ha mostrato, in generale, una visione miope, soprattutto per quanto riguarda il Sud Italia. L’autonomia differenziata, passata in cavalleria, aumenterà le disuguaglianze territoriali, mentre la gestione delle risorse europee è stata inadeguata, per le famiglie nessun concreto provvedimento. La tassazione delle imprese e della partite Iva è invariata.
Dal vostro punto di vista, qual è la questione sociale più trascurata dall’esecutivo in carica La questione abitativa è una delle più gravi. In Italia mancano circa mezzo milione di case ed al netto degli annunci vedo nulla. Il nostro piano casa, articolato in cinque punti, propone il recupero degli alloggi inagibili, mutui agevolati per le giovani coppie e l’utilizzo delle aree dismesse per l’edilizia convenzionata. Su questo ci auguriamo possano arrivare segnali.
Il progetto del “campo largo” è ancora praticabile? Il PSI crede ancora nella necessità di costruire un’alleanza tra centrosinistra, sinistra e forze riformiste? O servono formule nuove?
“Non mi innamoro delle formule ma è evidente che serve un centrosinistra a più voci. Non si vince, le regionali saranno la prova, con un accordo limitato a Pd, M5s ed in alcuni casi AVS, non si costruisce una soluzione vincente. Serve aprirsi alle istanze ed alla cultura riformista, all’associazionismo, al mondo cattolico. Serve parlarsi, è inimmaginabile pensare di stare insieme e non organizzare occasioni di incontro. Serve, è la strada maestra, un’unità basata su temi concreti come scuola, sanità e sicurezza. Lo abbiamo dimostrato sul salario minimo, dobbiamo continuare su questa scia. E’stato un episodio, deve diventare la regola”.
Conflitto a Gaza e guerra in Ucraina. Qual è la posizione del PSI e come giudica l’azione diplomatica del governo Meloni?
“Il PSI sostiene una posizione chiara: l’Europa deve diventare un attore geopolitico forte, capace di difendere i propri valori attraverso una difesa comune e una politica estera condivisa. Questo è il punto di partenza, la premessa fondamentale di ogni analisi. Il governo Meloni, invece, si è genuflesso agli Stati Uniti, confondendo inviti a cena e passerelle mediatiche con politica sostanziale. Il risultato è un’Italia ininfluente sulla questione ucraina e colpevolmente muta di fronte alla tragedia di Gaza, dove si consumano massacri di donne e bambini. Ogni tanto emergono timide indignazioni, ma non si traducono mai in azioni concrete. Ci sono esempi di questa incoerenza. Il primo, il silenzio del governo italiano di fronte al mandato di arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per crimini di guerra. Mentre altri Paesi europei, come la Spagna, hanno dichiarato l’intenzione di applicare l’ordine di arresto, l’Italia ha scelto di non commentare ufficialmente la decisione, sollevando interrogativi sulla sua posizione in materia di diritti umani e giustizia internazionale. Il secondo, l’incapacità di prendere pubblicamente le distanze dalle dichiarazioni del ministro israeliano Ben Gvir, che ha definito ‘terroristi’ gli attivisti della Global Sumud Flotilla. Follia contro i diritti umani”.
L’Unione Europea sta dimostrando tutti i suoi limiti politici e lentezze burocratiche. Urge una riforma strutturale delle istituzioni europee, a suo giudizio?
“Sì, è necessaria una riforma profonda. L’Europa deve diventare un’unione politica vera e propria, non una semplice somma di Stati nazionali. Occorre costruire una fiscalità comune, una difesa comune e una politica estera, per le ragioni sopra rappresentate, condivisa. Solo così l’Unione potrà davvero contare nello scenario globale e rispondere con rapidità ed efficacia alle grandi sfide del nostro tempo. Ci abbiamo creduto concretamente candidandoci con la lista “Stati Uniti d’Europa” alle ultime elezioni, perché vogliamo un’Europa dei diritti, dei giovani e delle opportunità, capace di tutelare le nuove generazioni e di garantire un futuro più equo e sostenibile per tutti”.
A marzo è stato rieletto segretario nazionale del PSI, quali sono le azioni e i progetti portati avanti da lei e dal suo partito? Ci parla del piano Casa articolato in cinque punti, dedicato a giovani e famiglie?
“Il congresso di Napoli ha segnato l’inizio di una nuova fase per il PSI, con un rilancio forte della nostra identità socialista e del nostro impegno per le questioni sociali più urgenti. Tra i progetti più importanti c’è il piano Casa, articolato in cinque punti chiave: il recupero degli alloggi inagibili per restituire abitazioni a chi ne ha bisogno; mutui agevolati dedicati alle giovani coppie; l’utilizzo delle aree dismesse per l’edilizia convenzionata; l’applicazione della Legge 167 anche nei comuni sotto i 50.000 abitanti, per ampliare l’accesso all’edilizia residenziale pubblica; e investimenti nelle infrastrutture sociali per migliorare la qualità della vita nelle comunità. Oltre a questo, stiamo portando avanti proposte per nuovi diritti dei lavoratori e progetti di sostegno alle giovani imprese, con particolare attenzione agli ecosistemi innovativi. Infine, ma potrei parlare per ore, la nostra battaglia è per il primato della politica: vogliamo riforme che valorizzino il voto di preferenza e un finanziamento pubblico trasparente, per sottrarre la politica all’influenza delle lobby e ridare ai cittadini il controllo delle scelte democratiche”.
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