Arriva il nuovo pacchetto di sanzioni Ue alla Russia
E intanto la Cina alza la voce: "Bruxelles non sanzioni le nostre petroliere"
L’Ue ha varato ufficialmente il 21esimo pacchetto di sanzioni alla Russia mentre la Cina alza la voce con Bruxelles a cui ha chiesto di non “toccare” le sue petroliere cariche di materie prime energetiche provenienti proprio da Mosca. Pechino ha lamentato il sequestro di una nave da parte di Francia e Regno Unito e Lin Jian, portavoce del ministero degli Esteri, ha ribadito che “la Cina si oppone alle sanzioni unilaterali illegali, prive di fondamento nel diritto internazionale e non autorizzate dal Consiglio di sicurezza dell’Onu”. Chissà, ora, cosa ne penseranno, in Asia, del nuovo pacchetto ufficializzato ieri da Ursula von der Leyen. Che ha minacciato la fine degli adeguamenti del price cap al petrolio e avviato tutta una serie di limitazioni in termini di commercio che “per la prima volta” si estenderanno anche alla pesca.
Il nuovo pacchetto di sanzioni Ue
Ma il nodo resta quello energetico. L’Ue, ha detto VdL, vuole “colpire infrastrutture critiche coinvolte nel commercio o nella lavorazione del petrolio russo, come porti, aeroporti e raffinerie” e proporre “di limitare la vendita ai soggetti russi di navi cisterna destinate al trasporto di prodotti energetici, così come abbiamo già fatto per le petroliere”. Previste inoltre sanzioni per altre trenta petroliere russe, che portano il conto complessivo a 632 imbarcazioni segnalate dall’Ue. Tra gli altri provvedimenti, inoltre, il “divieto di transazioni ad altre trentuno banche russe e a venti banche, società di criptovalute, piattaforme finanziarie e operatori del commercio petrolifero con sede in Paesi terzi”. Nell’ambito della proposta c’è pure il divieto di ingresso sul territorio comunitario esteso agli ex combattenti delle forze armate russe.
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