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Serie A, panchine bollenti ma nessun esonero. Per il momento…

Attesa per le prossime giornate, quando più di un allenatore potrebbe essere sostituito

di Lino Sasso -


Il campionato di Serie A sta entrando nel vivo e, nonostante un’inizio all’insegna della continuità, le prime giornate hanno già fatto emergere le prime crepe e traballare alcune panchine. Dopo anni di rivoluzioni dopo poche partite, i club sembravano intenzionati a dare fiducia ai propri allenatori almeno fino alla pausa invernale. Tuttavia, i risultati deludenti di alcune squadre di Serie A potrebbero presto cambiare gli equilibri e titolari delle panchine.

La parola “esonero” aleggia a Pisa e Torino

Secondo gli esperti di Sisal, il tecnico più a rischio tra quelli che siedono sulle panchine della Serie A è Alberto Gilardino, oggi al Pisa. La squadra è fanalino di coda della classifica con appena due punti conquistati. L’ex allenatore del Genoa, ancora a caccia della prima vittoria stagionale, vede il proprio futuro in bilico: la quota per un suo addio prima di Natale è fissata a 1,80. Un segnale evidente che la fiducia della società potrebbe non essere illimitata. Il progetto tecnico, nato con ambizioni di metà classifica, rischia di naufragare già a ottobre. Non va meglio a Marco Baroni, chiamato in estate a rilanciare il Torino dopo stagioni altalenanti. Il tecnico granata, però, non è riuscito finora a dare un’identità chiara alla squadra. Poche vittorie, molti pareggi e un gioco che fatica a decollare. Anche la sua è tra le panchine di Serie A che traballano.

A rischio anche Pioli e Sarri

In bilico anche Stefano Pioli, tornato alla Fiorentina tra grande entusiasmo e aspettative elevate. Il ritorno del tecnico emiliano a Firenze, però, è stato finora tutt’altro che brillante. Le prossime tre sfide – contro Milan, Bologna e Inter – potrebbero rivelarsi decisive per il suo futuro. Un filotto negativo metterebbe la società di Commisso di fronte a una scelta difficile, soprattutto considerando l’obiettivo europeo fissato a inizio stagione. Tra i “ritorni difficili” figura anche quello di Maurizio Sarri alla Lazio. Il matrimonio bis tra il tecnico toscano e i biancocelesti non è partito con il piede giusto. Troppi stop e un rendimento altalenante stanno alimentando i dubbi della dirigenza. Un secondo addio di Sarri è sembrerebbe poco probabile.
Dopo un’avvio di fiducia e stabilità, la Serie A sembra dunque pronta a tornare alla sua tradizione più classica: quella delle panchine bollenti. Con i prossimi turni di campionato, il destino di molti allenatori potrebbe essere già scritto.


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