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Politica

Si entra nel vivo dell’esame della proposta di legge elettorale del centrodestra

di Giuseppe Ariola -


Si chiuderà oggi alle 12 il termine per la presentazione delle proposte di modifica al testo della nuova legge elettorale presentata dal centrodestra. Dopodiché, dalla prossima settimana, i lavori della commissione Affari costituzionali della Camera si concentreranno essenzialmente sulla riforma. La deadline per ultimare l’iter del provvedimento è infatti stata fissata al 24 giugno, giorno entro il quale dovrà essere conferito ai relatori il mandato a riferire in Aula. Mentre le opposizioni protestano sia per le tempistiche, ritenute eccessivamente stringenti, sia perché accusano la maggioranza di aver scritto da sola proposta di modifica delle regole del gioco, sia per l’impianto stesso della riforma elettorale, la maggioranza è invece impegnata a studiare alcune proposte migliorative.

Le proposte di modifica

Nonostante il provvedimento sul quale si avvierà la discussione sia già un testo bis rispetto a quello inizialmente predisposto, c’è ancora qualcos’altro da limare e sistemare per lo stesso centrodestra. A partire da un correttivo per far rientrare il voto degli elettori di Trentino Alto Adige e Valle D’Aosta nel computo dei consensi utili all’ottenimento del premio di maggioranza.Sul fronte dell’opposizione c’è, invece, la volontà di superare il listone bloccato per l’assegnazione dei seggi alla coalizione che otterrà il premio di maggioranza, di favorire il voto dei fuori sede e di sostituire le liste bloccate con collegi uninominali da assegnare però sempre in modo proporzionale. Su queste proposte c’è la sostanziale intesa tra tutti i partiti del campo largo che hanno dunque presentato emendamenti unitari.

L’ostruzionismo

Non manca però la volontà di perpetrare anche una strategia ostruzionistica. Ciascun gruppo di minoranza ha infatti presentato propri emendamenti, facendo sforare la quota di oltre mille proposte di modifica. Su molti sarà anche inutile semplicemente ragionare, come nel caso di quello del Movimento 5 Stelle che riscrive interamente la proposta di nuova legge elettorale in esame. Su tutte però, continua a campeggiare la questione relativa all’introduzione delle preferenze. Di certo sarà depositata più di una proposta in tal senso, anche se molti dei partiti che dicono a gran voce di volerle in realtà preferiscono che la decisione su chi dovrà sbarcare in Parlamento resti nelle mani delle segreterie dei partiti. Senza dubbio un emendamento in tal senso porterà la firma di Futuro Nazionale. Sul tema si è già più volte espresso – ed esposto – Roberto Vannacci in persona.

Il nodo preferenze nella proposta di legge elettorale del centrodestra

Fratelli d’Italia, che pure si dice favorevole alle preferenze presenterà una propria proposta di modifica solamente una volta che il testo sarà sbarcato in Aula, come annunciato da Giovanni Donzelli. Sarà, dunque, interessante vedere come i singoli gruppi si esprimeranno sull’emendamento dei vannacciani in commissione. Qui, a differenza di quanto può accadere nell’emiciclo di Montecitorio, il voto è palese e non è previsto quello segreto. Sul punto, però, fonti di maggioranza paventano un’eventualità tutt’altro che remota. Con il termine dei lavori già fissato e la valanga di emendamenti presentati dall’opposizione, complice qualche accantonamento strategico e qualche rinvio, la commissione potrebbe addirittura non riuscire a votare in tempo utile le proposte sulle preferenze.


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