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“Se domani non torno”: la storia di Giulia in un film

La regia: Paola Randi. La sceneggiatrice: Lisa Nur Sultan

di Angelo Vitale -


La tragica storia di Giulia Cecchettin diventerà un film: Se domani non torno, lo firmerà Paola Randi.

La storia di Giulia in un film

Il progetto si intitolerà Se domani non torno e sarà diretto da Paola Randi, regista nota per titoli come Into Paradiso e Beata te. Randi firma anche la sceneggiatura insieme a Lisa Nur Sultan, già autrice di varie opere sulla violenza di genere.

La pellicola prende ispirazione dal libro Cara Giulia, scritto da Gino Cecchettin – padre di Giulia – con Marco Franzoso e pubblicato da Rizzoli. Secondo le prime anticipazioni, il set dovrebbe aprirsi nel 2026. Non è ancora stato scelto chi interpreterà Giulia.

Il delitto Cecchettin

Giulia aveva 22 anni quando fu uccisa, il 11 novembre 2023, dall’ex fidanzato Filippo Turetta. Il suo corpo venne ritrovato dopo giorni di ricerche in un luogo isolato.

Il delitto suscitò immediatamente una forte reazione dell’opinione pubblica: molte istituzioni, media e personalità si mobilitarono per denunciare la violenza di genere e ricordare Giulia come vittima di femminicidio.

La verità, la denuncia

Il titolo del film, Se domani non torno, richiama una poesia molto significativa. Versi della poetessa Cristina Torres Cáceres, condivisi da Elena Cecchettin, sorella di Giulia, su Instagram. Quel testo ha nel tempo assunto un valore simbolico nella battaglia contro i femminicidi ed è diventato un grido collettivo contro la violenza sulle donne.

Per Paola Randi, il sesto lungometraggio da regista. Il suo coinvolgimento indica un tentativo di coniugare sensibilità cinematografica e impegno sociale su un tema urgente. La scelta di raccontare una storia così dolorosa non spinta solo dal desiderio di narrazione, ma da una volontà di testimonianza: trasformare il lutto privato in racconto collettivo.

Una pellicola molto attesa, per il dialogo culturale sul femminicidio. Avvertita da tempo la necessità di un giusto equilibrio tra verità e denuncia. Il film ha il potenziale per diventare un potente strumento di consapevolezza, superando polemiche politiche da allora alimentate pure sull’idea del patriarcato dietro ogni femminicidio.


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