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Scandalo Campbell’s: “Le nostre zuppe, merda per poveri”

Da un dirigente considerazioni clamorose sul prodotto noto in tutto il mondo, oltre che giudizi razzisti sui dipendenti

di Dave Hill Cirio -


Campbell’s travolta dallo scandalo: un dirigente licenziato per commenti offensivi verso i clienti e i prodotti (“Le nostre zuppe, merda per poveri”).

Campbell’s nella bufera

Un dirigente del gruppo Campbell’s è finito sotto accusa dopo aver definito le zuppe “merda per poveri”, criticato gli ingredienti come “carne bio-ingegnerizzata da stampante 3D” e insultato i dipendenti indiani. Un caso sfociato in una causa per licenziamento ingiustificato e ha scatenato proteste pubbliche e un calo del titolo.

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Cosa è successo

Alla fine di questo mese la denuncia di un ex impiegato, Robert Garza. L’ex dipendente sostiene di aver registrato una conversazione con Martin Bally, ex vicepresidente dell’Information Technology di Campbell’s, durante un incontro per discutere del salario. Secondo la denuncia, Bally ha sfogato una serie di commenti pesantemente offensivi: ha definito i prodotti dell’azienda come “shit for fucking poor people” e ha parlato di “carne bio-ingegnerizzata” riguardo a quella usata nella preparazione delle zuppe.

Nel corso dello stesso sfogo, Bally avrebbe insultato più volte i colleghi di origine indiana, usando frasi razziste e denigratorie.

Il licenziamento

Garza racconta di aver segnalato l’accaduto all’azienda nei mesi successivi. Poco dopo, a gennaio 2025, è stato licenziato. Il suo legale definisce la decisione come una ritorsione ingiustificata.

La reazione dell’azienda

Il gruppo Campbell’s ha poi preso una decisione netta. Bally è stato sospeso temporaneamente e, nei giorni successivi, ufficialmente licenziato. L’azienda ha dichiarato che, se confermate, le parole attribuite al dirigente risultano “inaccettabili e incompatibili con i valori e la cultura aziendale”.

In una nota ufficiale, Campbell’s ha voluto rassicurare consumatori e investitori: la “carne bio-ingegnerizzata” evocata nell’audio non corrisponde alla realtà. Le zuppe contengono “pollo reale al 100%”, proveniente da fornitori statunitensi approvati, senza uso di antibiotici.

Il contesto economico di Campbell’s

Il colpo reputazionale arriva in un momento già critico per l’azienda. Nel 2025, il segmento “Snack” di Campbell’s ha registrato una flessione significativa: vendite nette in calo del 6% rispetto all’anno precedente e utili operativi del comparto in discesa di quasi il 30%.

Una crisi non solo interna. Il marchio divenuto decenni fa “immortale” per essere stato raffigurato nelle sue tele da Andy Warhol, deve affrontare costi di produzione in aumento per effetto dell’inflazione e dei dazi sulle materie prime importate. Fattori che stanno erodendo i margini e comprimendo i profitti.

In aggiunta, la fiducia degli investitori sembra vacillare. In Borsa, le azioni di Campbell’s hanno subito una flessione, in parte attribuibile alla crescente incertezza sul futuro dell’azienda.

Le implicazioni e il rischio reputazionale

Il caso, già paragonato a famosi scivoloni aziendali: dirigenti che “sputano” sopra i propri prodotti, distruggendo anni di fiducia del pubblico.

Per Campbell’s, un duro colpo. Il marchio resta simbolo storico della zuppa e della praticità alimentare. Ma le accuse di razzismo, la disparità tra ciò che si vende e ciò che si pensa in azienda, minano la credibilità. La trasparenza promessa sull’origine degli ingredienti non basta, se dietro le quinte impazza un clima aziendale tossico e discriminatorio.

Una vicenda che può ripercuotersi sulle vendite. Una parte dei consumatori potrebbe rifiutare l’acquisto, per protesta o per sfiducia.

Gli sviluppi del caso

La causa legale procede. Garza chiede un risarcimento per il licenziamento ingiustificato e l’ambiente di lavoro ostile che ha deciso la sua uscita dal gruppo. L’esito attende decisioni giudiziarie che potrebbero stabilire un precedente per casi analoghi.

Sul fronte aziendale, Campbell’s deve ripristinare credibilità. Una mossa potrebbe consistere in una revisione interna delle politiche aziendali, formazione antidiscriminazione, trasparenza nelle comunicazioni.

Il mercato continua ad osservare quanto accade. Se non arriveranno segnali concreti di cambiamento, la pressione sui profitti e il valore azionario potrebbe crescere.

Una svolta per Campbell’s. Non più solo una questione interna, ma un banco di prova per la reputazione e la sostenibilità economica del marchio.


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