È aperto da ieri lo sportello per l’autoproduzione di energia rinnovabile: in ballo ci sono 262 milioni di euro per le aziende, a prescindere dalle loro dimensioni. Intanto il Mase ha deciso di corrispondere ristori a circa cento Comuni dei territori che ospitano ancora vecchie centrali nucleari e impianti per il ciclo del combustibile nucleare, per un ammontare complessivo pari a circa quindici milioni di euro.
Uno sportello per le rinnovabili
Il ministro Gilberto Pichetto Fratin, che è intervenuto ieri al forum di QualEnergia, ha ribadito che la linea italiana è sempre la stessa: non lasciare nulla di intentato e cercare di risolvere il nodo dell’energia puntando sul mix di tecnologie. Perché, ha spiegato. “abbiamo il dovere del pragmatismo”. Che si declina pure nell’annuncio fatto all’assemblea Confimi dal ministro all’Industria Adolfo Urso. Secondo cui il collega Pichetto “sta lavorando a un nuovo provvedimento che riguarda il sostegno alle imprese italiane per calmierare il prezzo dell’energia”. Il tema non è per niente banale e il titolare del Mase si sgola a ripetere che non si può lasciare nulla di intentato.
“Daremo un quadro al nucleare sostenibile”
“Eolico, solare, geotermia, idroelettrico sono certamente fondamentali per il nostro futuro. Ma, convinzione mia, non basteranno a garantirci il futuro sostenibile e a fronte di una domanda energetica prevista in esplosione, in enorme crescita”, ha spiegato il ministro. Che ha aggiunto: “Da qui il lavoro su strumenti come l’idrogeno. E, soprattutto in questo momento, per dare un quadro per un nuovo nucleare sostenibile. Poi se sarà a fissione di ultima generazione, o fusione, lo vedremo. Il disegno di legge delega all’attenzione del Parlamento è una straordinaria occasione per il nostro Paese di disegnare quindi il nuovo ciclo di vita di questa fonte pulita, lontano dagli esempi e dai rischi del passato. Il grado di ambizione, di realismo, lo vedremo più avanti, sul campo nel prossimo decennio. Nel contempo andiamo avanti su tutti i fronti decarbonizzati”.
La crescita delle rinnovabili
E dunque ha notato: “Nella strategia energetica del nostro Paese, che certo in questo momento non può ancora fare a meno del gas, le rinnovabili rappresentano un caposaldo. Sono cresciute di molto in questi anni, con l’installazione di nuovi impianti, fino a coprire il 39% dei consumi ed arrivando in alcuni mesi dell’anno a superare anche il 50% della domanda elettrica. E comunque siamo al 50% della produzione. Sono tanti gli strumenti incentivanti, avviati e in corso”. Le rinnovabili, appunto. Quelle su cui si punta con il Pnric, il piano nazionale per la ricerca e innovazione per la transizione da 262 milioni per cui ieri si è aperto lo sportello che rimarrà attivo fino alle ore 10 del 3 marzo prossimo. Gli interventi ammissibili riguardano l’installazione di impianti fotovoltaici o termo-fotovoltaici per l’autoconsumo. Anche differito attraverso sistemi di stoccaggio elettrochimico, da realizzarsi in aree industriali, produttive o artigianali. Situate in Comuni con più di cinquemila abitanti delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Le agevolazioni, fanno sapere dal Ministero all’Ambiente e alla Sicurezza energetica, saranno concesse sotto forma di contributo a fondo perduto.