Ode a Marani: il calcio come odissea
Il gioco del Calcio ha una felice/sinistra fascinazione. Felice e sinistra, due aggettivazioni che si elidono, richiamano la figura retorica dell’ossimoro eppure rivelano una singolare assonanza. Evocano due distinte e cooperanti vocazioni.
Felicità euforia galleggiamento nel mare delle emozioni , eppure un feroce senso di insoddisfazione. Come in ogni sport l’agonismo viene chiamato a misurarsi con la virtù, con l’equilibrio, con il rispetto dei valori che regolano ogni esistenza ed ogni competizione. Il calcio è, per questo, un evento tanto popolare quanto interiormente vissuto, come una pièce teatrale, una recitazione ” a cielo aperto”. Non a caso la grande letteratura sudamericana e la grande poesia italiana hanno sublimato il verso epico folclorico iconico educativo del calcio poiché esalta lotta e lealtà, si tiene dentro la regola civile, esalta la potenza come valore contro ogni dismisura. Il calcio con i suoi codici come vita e non come pretesto per violenze risarcitorie di varia istigazione.
Ne scriviamo per dedicare una Ode a un protagonista vero, un esponente del calcio di periferia, di quei Sud italiani che è la “provincia”: il calcio di serie C che ribolle di passioni innocenti e primitive , un continente nel quale si gioca la partita della educazione alla tavola dell’Epulone ch’è il calcio miliardario che diverte e consuma. Di cui il calcio semiprofessionistico è la anticamera. Funziona infatti da platea di un processo di costruzione e di selezione, ha a che fare con la capacità di gestire con correttezza le società quindi di coltivare valori competenze qualità abilità nel segno della “regola” che valga per tutti: conti in ordine ed etica sportiva.
Ebbene se la serie C del calcio nazionale oggi è un bacino di efficienza tecnologica di accessibilità e modernità comunicativa, il merito va attribuito a Matteo Marani quello delle “storie di Marani“, giornalista e scrittore di vaglia, di modestia pari al valore dell’impegno cui assolve godendo della intelligenza non solo calcistica di Zola. Due campioni al comando potrei dire.
Mai come in questo momento è in “periferia”, nella curva Sud del calcio nazionale, che si gioca la partita per un radicale rinnovamento di stili e di costumi. Cui sarebbe finalmente giusto guardare come una promessa che ripari alle tristezze cui ci costringe la incerta navigazione del grande Calcio che illude e dispera. Una Ode a Marani quindi perché illumini e contamini.
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