MePA, anche nel 2026 un “carrozzone digitale”
Doveva essere il fulcro della digitalizzazione del procurement pubblico e garantire trasparenza, concorrenza e accesso facilitato a pmi e fornitori. Funziona spesso malissimo
SEDE CONSIP
Il MePA, il mercato elettronico gestito da Consip per gli acquisti pubblici sotto soglia, doveva semplificare la spesa PA: è diventato un “carrozzone digitale”. Inceppa procedure, rallenta scuole e enti locali e trasforma miliardi di euro in un caos burocratico quotidiano.
MePA: doveva essere il fulcro del procurement pubblico ditale
Obbligatorio dal 2010 su impulso del Mef, doveva essere il fulcro della digitalizzazione del procurement pubblico e garantire trasparenza, concorrenza e accesso facilitato a pmi e fornitori. Oltre un decennio dopo, un sistema centrale ma farraginoso e problematico.
Un volume enorme di transazioni, ma inefficienza palpabile. Solo nel 2024, gestiti circa 9,5 miliardi, con oltre 240mila imprese registrate e 14mila amministrazioni attive.
Continue segnalazioni di inefficienze
Nonostante il suo ruolo cruciale, non ridotte le criticità. A dicembre l’Associazione Nazionale Dirigenti della Scuola ha denunciato difficoltà operative diffuse e, l’impossibilità di completare procedure ordinarie come contratti assicurativi o acquisti urgenti.
Ancora più recenti, in questo mese, segnalazioni del Dipartimento Condir di Anief riportano blocchi di sistema, errori non identificati e impossibilità di accedere ai cataloghi. Malfunzionamenti impediscono concretamente l’avvio o la conclusione di procedure di approvvigionamento, con impatto diretto su scuole e amministrazioni locali.
Tutte le difficoltà
Le difficoltà, in interfacce macchinose, iscrizioni complesse, errori di sistema che bloccano ordini essenziali, problematici inserimenti di dati amministrativi basilari. Tra professionisti e pmi, continue frustrazioni operative: procedure non intuitive, blocchi ricorrenti, supporto tecnico spesso insufficiente.
A dicembre, perfino il Mit ha dovuto chiarire ufficialmente i criteri per prorogare i termini di gara quando il MePA non funziona. Problemi non marginali, con implicazioni legali e organizzative rilevanti.
Una combinazione di fattori negativi
Le criticità, da una combinazione di fattori. Un sistema complesso e frammentato: il MePA non è solo un sito di acquisti, ma un nodo integrato in un ecosistema di piattaforme digitali.
Barriere operative: in pmi e amministrazioni locali spesso insufficienti competenze, con rischi di errori o esclusione.
Ancora, assenza di alternative: il MePA, l’unica piattaforma ufficiale per acquisti sotto soglia, ogni malfunzionamento blocca interi processi.
Infine, investimenti limitati sull’usabilità: pur con piani di innovazione, assenti in Consip interventi strutturali per rendere la piattaforma realmente fluida e affidabile.
Una macchina farraginosa, un altro paradosso italiano
Intanto, movimenta miliardi di euro e richiede risorse ingenti per manutenzione, assistenza e aggiornamenti tecnologici. Un altro paradosso italiano, percepito come inefficiente, macchinoso e spesso inaffidabile. Un “carrozzone digitale” difficile da gestire, con impatti concreti su imprese, scuole ed enti locali.
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