Proteggere e restaurare i coralli, il progetto per il Mediterraneo di Marevivo
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(LaPresse) Mare sempre più bollente e crisi climatica colpiscono i coralli del Mediterraneo, fino a compromettere la sopravvivenza di questi gioielli della biodiversità marina. La conferma arriva dai risultati di ‘MedCoral guardians’, il primo progetto di tutela dei coralli del Mediterraneo realizzato dalla Fondazione Marevivo – grazie al contributo di The Nando and Elsa Peretti Foundation – nelle aree marine protette di Ustica, Tavolara-Punta Coda Cavallo in Sardegna e Punta Campanella in Campania.
In due anni il progetto ‘MedCoral Guardians’ ha documentato gli effetti del riscaldamento marino sulla cladòcora, corallo endemico del Mediterraneo, oggi minacciato dalle attività dell’uomo ma soprattutto dalla maggiore frequenza delle ondate di calore che provocano il fenomeno dello sbiancamento e portano alla morte di intere colonie. La perdita di cladòcora rappresenterebbe un grave danno per la biodiversità marina mediterranea. Si tratta di un raro e delicato corallo che offre rifugio e nutrimento a numerose specie, contribuisce al mantenimento degli equilibri ecologici costieri e costituisce un importante bioindicatore della qualità delle acque.
I principali numeri di ‘MedCoral Guardians’ parlano di oltre 6mila metri quadrati di fondale mappati tra Ustica e Tavolara, più di 200 osservazioni scientifiche raccolte, circa 800 studenti coinvolti in attività di educazione ambientale, 17 centri diving partecipanti e migliaia di subacquei impegnati nelle attività di monitoraggio e citizen science. Marevivo punta ora a estendere ad altre aree marine protette del Mediterraneo i protocolli comuni per la protezione, il monitoraggio, il restauro ecologico e la divulgazione ambientale.
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