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Esteri

Groenlandia, Trump insiste: “Contrastare la minaccia russa”. Anche il Canada per l’invio di propri militari

di Redazione -


Mentre aumenta il numero di paesi favorevoli all’invio di militari in Groenlandia, le tensioni tra Stati Uniti ed Europa tornano a salire. Il territorio autonomo danese resta quindi al centro di nuove rivendicazioni strategiche. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilanciato la questione attraverso la sua piattaforma Truth Social. Ed ha accusato direttamente la Danimarca di non aver contrastato una presunta minaccia russa sull’isola. Secondo Trump, “per 20 anni la Nato ha detto alla Danimarca che avrebbe dovuto rimuovere la minaccia russa dalla Groenlandia. Sfortunatamente, la Danimarca non è stata in grado di fare nulla. Ora è il momento, e lo faremo!”. Nel mentre cresce il numero di paesi pronto a inviare proprie truppe sull’isola.

Cresce il fronte della missione NATO sull’isola

Secondo quanto riportato dal quotidiano canadese The Globe and Mail, le autorità di Ottawa hanno elaborato piani per l’invio di un piccolo contingente di truppe canadesi in Groenlandia, nell’ambito di esercitazioni con altri alleati della NATO. L’eventuale invio militari in Groenlandia resta quindi una risposta indiretta alle pressioni esercitate da Washington sull’area artica. Svezia, Paesi Bassi, Norvegia, Francia, Regno Unito, Germania e Finlandia hanno già annunciato l’intenzione di partecipare alle attività militari sull’isola. Nel frattempo le forze armate danesi hanno confermato il rafforzamento della presenza militare in stretta cooperazione con gli alleati Nato, accompagnato da un’intensificazione delle esercitazioni.

I dazi come risposta all’invio di militari in Groenlandia

Un numero limitato di soldati canadesi potrebbe arrivare in Groenlandia già nei prossimi giorni. Sempre nell’ambito di un’esercitazione Nato guidata dalla Danimarca. Ovviamente qualora il primo ministro Mark Carney desse il via libera definitivo al piano. Le fonti citate dal quotidiano parlano di una decisione considerata “inevitabile”, pur senza indicazioni precise sui tempi. Sul fronte economico, Trump ha ulteriormente irrigidito la sua posizione annunciando l’introduzione, a partire da febbraio, di dazi del 10% su diversi Paesi europei, tra cui Danimarca, Francia e Germania, con un possibile aumento fino al 25%. Le misure resterebbero in vigore fino alla conclusione di un accordo per l’acquisto della Groenlandia da parte degli Stati Uniti. E mentre già si avvertono le prime conseguenze sui mercati finanziari globali, si riaccende un confronto che intreccia sicurezza, economia e geopolitica.


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