La Banca Centrale Americana sotto attacco: la verità nascosta tra lavori di ristrutturazione e tassi di interesse da abbattere
Il Federal Reserve System è la Banca Centrale degli Stati Uniti. Realizza l’interesse pubblico garantendo il buon funzionamento dell’economia statunitense.
È stata istituita nel 1913 dal Congresso ed è composta da un’agenzia governativa centrale a Washington (il Board of Governors) e dodici banche regionali distribuite in tutto il Paese. Si occupa di mantenere la stabilità dei prezzi, gestisce l’offerta monetaria e i tassi di interesse attraverso il Federal Open Market Committee (FOMC).
Monitora le istituzioni bancarie per garantire la solidità del sistema finanziario. Anche se riferisce al Congresso del suo operato, la Fed gode di un’ampia indipendenza operativa: le sue decisioni sui tassi non devono essere approvate dal Presidente o da altri rami del governo.
Fatto: il Presidente della Federal Reserve, Jerom Powell, è stato indagato dal Dipartimento di Giustizia per il maxi progetto di ristrutturazione della sede della Fed a Washington.
Il costo dei lavori è aumentato fino ad arrivare alla cifra di 2,5 miliardi di dollari. I critici di Powell hanno definito il progetto di riammodernamento dell’edificio come appariscente, con giardini pensili, ascensori lussuosi, sale da pranzo eccessivamente costose.
La Fed invece si giustifica affermando che i costi sono passati da 1,9 miliardi di dollari a 2,5 per problemi riscontrati nel sottosuolo. L’area interessata infatti si trova vicino al Tidal Basin lungo il fiume Potomac, che un tempo era una palude.
Sono stati necessari quindi costosi interventi di drenaggio e impermeabilizzazione. Il terreno si è rivelato contaminato da sostanze tossiche che hanno richiesto una bonifica specializzata e non preventivata. Inoltre sono state trovate maggiori quantità di amianto e piombo di quanto inizialmente stimato, rendendo necessari ulteriori e costosi lavori di rimozione.
Molti hanno ricordato come la Casa Bianca sia impegnata attualmente in un progetto relativo alla costruzione di una nuova sala da ballo di novantamila piedi quadrati, anche se i costi saranno per intero finanziati da donatori e quindi senza l’utilizzo dei soldi dei contribuenti.
Dai cento milioni di dollari stimati per il salone delle feste di Washington D.C. si è passati ad una cifra da capogiro. Le attuali previsioni suggeriscono un costo totale del progetto di 3.333 dollari per piede quadrato, molto di più quindi di quanto previsto per la ristrutturazione della sede della Fed.
Powell ha risposto alle accuse affermando che i giardini pensili sono semplicemente dei tetti verdi e che gli ascensori sono più grandi per accogliere le persone disabili. Inoltre il prezzo dell’acciaio è esploso nel 2021, poco prima dell’inizio dei lavori. Ed i progetti di edilizia nel nucleo monumentale di Washington sono protetti da una serie di commissioni di controllo del design che rallentano i lavori.
Bisogna poi tener conto anche dei nuovi standard di sicurezza adottati dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre.
Durante una testimonianza davanti al Congresso a giugno, Powell ha detto che nessuno vuole fare una grande ristrutturazione di un edificio storico durante il proprio mandato. Ma l’immobile ne aveva davvero bisogno. Non era più sicuro.
L’ammodernamento del palazzo della Fed nella Capitale è gestita da una joint venture denominata Fortus che combina l’esperienza di due aziende. Arcadis, una società di consulenza olandese specializzata in ingegneria e resilienza, incluse le infrastrutture idriche. E Quinn Evans Architects con sede a Washington DC, famosa per la gestione di progetti complessi di restauro e conservazione storica.
Il mandato di Powell è in scadenza a maggio ma Trump vorrebbe rimuoverlo dal suo ruolo prima. Il Presidente della Federal Reserve però può rimanere nel board della stessa istituzione fino al 2028, limitando la possibilità per il Tycoon di ridisegnarne a suo piacimento la composizione.
Il Presidente degli Stati Uniti ha dichiarato sul Presidente della Fed: “Ha sforato il budget di miliardi di dollari, quindi o è incompetente o è disonesto. Non so cosa sia, ma di certo non sta facendo un ottimo lavoro”.
L’attacco a Powell nasconderebbe secondo gli analisti il mancato abbassamento dei tassi d’interesse voluto da Trump.
Il Presidente americano sostiene che i tassi elevati stiano soffocando l’economia statunitense e il mercato immobiliare.
Powell ha sempre risposto che la Fed prende decisioni sui tassi in base ai dati economici, inflazione e occupazione, non in base a pressioni politiche. L’indipendenza della Banca Centrale è un caposaldo del sistema finanziario USA.
Undici banchieri centrali, a partire da Christine Lagarde, hanno espresso vicinanza a Powell.
Queste le dichiarazioni rilasciate dall’ex Presidente della Bce Jean Claude Trichet: “È molto scioccante, è un attacco diretto contro l’indipendenza della Banca Centrale Americana”.
Powell ha ricevuto sostegno da tutti i banchieri centrali e dai suoi stessi predecessori sia democratici che repubblicani, da Yellen a Greenspan.
L’indipendenza degli organismi di politica monetaria è parte della struttura democratica di un Paese, ne è un elemento fondamentale. Una banca centrale ragiona sul medio e lungo termine per garantire la solidità dei prezzi e la stabilità finanziaria in prospettiva del medio termine.
Quanto successo negli Stati Uniti è un precedente che potrebbe influire sulla politica monetaria futura. Se i prossimi presidenti della Fed dovessero temere conseguenze legali per le loro decisioni impopolari alla Casa Bianca, l’equilibrio del sistema potrebbe essere alterato.
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