L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Salute

Chirurgia estetica tra tradizione e tecnologia lontano dalle scorciatoie low cost

di Redazione -


di GIOVANNI MUSSINI

Non basta l’occhio clinico, servono strutture all’avanguardia e trasparenza totale.
Con un’esperienza ventennale e una rete di tre centri specializzati, il dottor Alessandro Picarella, chirurgo di seconda generazione, spiega come l’integrazione tra macchinari elettromedicali avanzati e chirurgia mini-invasiva stia rivoluzionando lo sguardo e il profilo dei pazienti, mettendo in guardia contro i rischi del low-cost e celebrando l’armonia delle forme.

Alessandro, tu ti definisci “figlio d’arte”. Tuo padre, il dottor Giuseppe Picarella, iniziò la sua carriera nel lontano 1980 trasmettendoti la passione per questa professione. Da quanti anni ti occupi di chirurgia estetica?

“Da circa quindici anni, potendo contare sull’esperienza di mio padre che opera da oltre quaranta. La nostra storia è radicata a Messina, dove la prima clinica è diventata in breve tempo un punto di riferimento non solo per la città, ma per tutto il Sud Italia. Questo è stato possibile grazie all’impegno e alla determinazione che mio padre ha sempre dedicato al suo lavoro, distinguendosi per l’utilizzo di tecniche innovative che, già allora, garantivano risultati d’eccellenza”.

Quanto è stata determinante la figura paterna nell’ambito della tua formazione come chirurgo estetico?

“È stata fondamentale! Anche se ho cercato di integrare i suoi insegnamenti con percorsi formativi autonomi e tecniche moderne”.

Quante cliniche avete oggi all’attivo?

“Mio padre non mi ha insegnato solo il mestiere, ma anche come gestire una realtà complessa che oggi conta tre sedi: due nel cuore di Messina e una a Milano, in via Pergolesi (Elitea Clinic), dove ha iniziato circa dodici anni fa una nuova sfida come socio in centri estetici d’eccellenza. Oggi ci alterniamo tra le due città per garantire ai nostri pazienti la massima presenza e competenza ovunque si trovino”.

Parlando della sede di Milano, quali sono attualmente gli interventi di chirurgia estetica più richiesti dai vostri pazienti?

“Sulla piazza di Milano, la mastoplastica additiva si colloca indiscutibilmente al primo posto: oggi ottenere un seno armonico, sodo e dalle forme invidiabili è il desiderio di moltissime donne, anche in giovane età. Seguono poi, per frequenza di richieste, la liposuzione, la blefaroplastica (sia superiore che inferiore) e la rinoplastica, interventi fondamentali per chi cerca un miglioramento naturale e duraturo del profilo e dello sguardo”.

Avete ampliato ulteriormente la vostra specializzazione anche nell’ambito degli apparecchi elettromedicali, ci vuoi spiegare quali tipi di macchinari utilizzate?

“Siamo stati i precursori nell’uso dei laser medicali: basti pensare che mio padre introdusse il primo sistema per l’epilazione nel 1997 e, poco dopo, si avvalse della tecnologia americana più avanzata per la rimozione dei tatuaggi. Questa lunga esperienza ci permette oggi di utilizzare i più moderni apparecchi elettromedicali per il ringiovanimento del volto e il rimodellamento del corpo. Utilizziamo solo macchinari d’eccellenza che rappresentano la perfetta sintesi tra l’esperienza e le più recenti scoperte della bioingegneria medica”.

Parliamo di costi. Perché nel settore dei trattamenti laser si trova una tale disparità di prezzi, con offerte a volte molto basse e altre che sembrano quasi doppie per il paziente?

“Dietro un prezzo molto basso si nasconde spesso un apparecchio di scarsa qualità. Noi abbiamo scelto di dotare le nostre cliniche solo di tecnologie prodotte nei paesi leader del settore- Italia, Israele, Corea e Usa – perché un laser elettromedicale deve essere efficace e sicuro. I macchinari low cost, spesso di provenienza cinese, non possono garantire stabilità del raggio e protezione per il paziente. In medicina estetica, il risparmio immediato non dovrebbe mai andare a scapito della sicurezza e della riuscita del trattamento”.

Leggi anche: Questo sarà il Natale più ritoccato della storia. Filler e punturine nella top list dei regali


Torna alle notizie in home