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Panda giganti via dal Giappone, fine della diplomazia simbolica: gli ultimi esemplari tornano in Cina

di Lino Sasso -


Per la prima volta dal 1972, il Giappone resta senza panda giganti. Xiao Xiao e la sua gemella Lei Lei hanno lasciato Tokyo e sono in viaggio verso la Cina, segnando una pausa, almeno temporanea, nella cosiddetta “diplomazia dei panda”. Uno dei simboli più noti delle relazioni tra Pechino e Tokyo. La loro partenza avviene in un momento delicato dei rapporti bilaterali, segnati negli ultimi mesi da crescenti tensioni politiche. I due panda, nati nel 2021 allo zoo di Ueno, erano diventati un’attrazione amatissima dal pubblico giapponese. Nei giorni precedenti al trasferimento, migliaia di persone si sono recate al parco per salutarli, tanto che l’accesso è stato regolato con una lotteria speciale.

Un simbolo di amicizia

Ora Xiao Xiao e Lei Lei sono attesi nella provincia cinese del Sichuan, dove vivono la madre Shin Shin e la sorella maggiore Xiang Xiang, rientrata in Cina già nel 2023. La vicenda dell’addio dei panda giganti al Giappone si intreccia con l’evoluzione delle relazioni diplomatiche con la Cina. Secondo i media giapponesi, gli animali erano considerati un simbolo tangibile di amicizia tra i due Paesi. Un simbolo oggi appannato dall’escalation di tensioni iniziata lo scorso anno, anche in seguito a dichiarazioni della premier Sanae Takaichi su Taiwan, che hanno suscitato forti reazioni da parte di Pechino. Xiao Xiao e Lei Lei erano ospitati allo Parco di Ueno, lo stesso luogo che nel 1972 accolse il primo panda gigante mai arrivato nel Paese del Sol Levante.

I panda giganti in Giappone e le tensioni diplomatiche con la Cina

Da allora, la presenza di questi animali ha rappresentato un canale parallelo di dialogo tra i due governi, capace di andare oltre le divergenze politiche. L’accordo di “prestito” prevedeva in realtà il rientro dei due panda in Cina nel febbraio 2026, ma la decisione di anticipare il trasferimento è stata comunicata come una scelta concordata. Dal governo giapponese, come riportato dall’agenzia Kyodo, è arrivato l’auspicio che in futuro possano giungere nuovi esemplari. Per ora, però, l’addio ai panda giganti in Giappone segna una battuta d’arresto simbolica nei rapporti tra Tokyo e Pechino. Un vuoto non solo zoologico, ma anche diplomatico, che riflette il clima più ampio di incertezza tra le due potenze asiatiche.


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