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Lega a valanga sulla direttiva Ue sulle plastiche monouso

Borchia accusa: "Così si regala il mercato a Egitto e Cina"

di Pietro Pertosa -


Aver rinunciato alle plastiche monouso si starebbe rivelando un (altro) autogol per l’Ue. Arriva la denuncia della Lega che col capogruppo a Strasburgo, Paolo Borchia, tuona contro quello che bolla come l’ennesimo fallimento del Green Deal. Una vicenda che si trasforma in un caso politico nel giorno stesso della conclusione dell’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e l’India. E che rovina i “festeggiamenti” alla Commissione.

Il caso delle plastiche monouso nella Ue

Borchia ci va giù duro. “Ennesimo corto circuito del Green Deal: la direttiva sulle plastiche monouso, invece di rafforzare il riciclo europeo, sta smantellando impianti in Italia e in tutta Europa. Ormai conviene di più comprare il prodotto riciclato da Egitto, India e Cina che utilizzare quello made in Italy”. Siamo, per il coordinatore in commissione Industria del Parlamento europeo per il gruppo dei Patrioti e Capodelegazione della Lega oltre il paradosso. “Così la transizione ecologica si conferma un regalo alla concorrenza extraeuropea”.

La vicenda

La Commissione Ue fa le direttive, come quella appunto sulle plastiche monouso, ma il mercato finisce per bocciarle. Con il risultato che tutti rischiano di farsi davvero male: “Dal 1 gennaio 2025 la direttiva impone un contenuto minimo del 25% di plastica riciclata nelle bottiglie in Pet per bevande”, ricostruisce Borchia. Che aggiunte: “Nell’Ue vengono imposti standard severissimi, costi di raccolta eccessivi e vincoli stringenti sul contatto alimentare; fuori, produttori che operano con regole minime ci vendono plastica riciclata a prezzi stracciati. Il risultato è che il produttore italiano che vuole restare nella legalità è costretto a scegliere tra materia prima rigenerata dall’estero o un riciclato domestico che il mercato non remunera”.

“Rispettare gli stessi standard”

I doppi standard, in questo caso sulle plastiche monouso, vanno assolutamente cassati. “La Lega chiede che gli obblighi di riciclato servano prima di tutto a valorizzare la filiera italiana che già oggi ricicla il 75 per cento degli imballaggi. Chi esporta verso l’Ue deve rispettare gli stessi standard delle nostre imprese: senza reciprocità, la politica ambientale diventa deindustrializzazione mascherata”, conclude Borchia.


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