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Attualità

Il Papa, la pace e i giochi olimpici invernali

di Andrea Canali -


Le origini delle Olimpiadi e la tregua antica

Non possiamo in premessa non ricordare che i Giochi olimpici moderni rimandano ai Giochi olimpici antichi che si tennero nell’Antica Grecia in onore degli dei presso la città di Olimpia appunto, nei quali si sfidavano con lealtà  i migliori atleti greci.

Ai nostri tempi fu il famoso barone Pierre de Coubertin invece  alla fine del XIX secolo  che ebbe la  brillante idea di riorganizzare dei giochi simili a quelli Greci, che si basavano oltre che sulle sane competizioni sportive sulla nota conseguente “tregua olimpica” che imponeva la sospensione di qualsiasi guerra e/o ostilità da parte delle varie polis greche, spesso in conflitto tra loro.

Le prime Olimpiadi dell’era moderna invece si svolsero ad Atene nel 1896. A partire dal 1924, vennero istituiti anche alcuni Giochi olimpici specifici per gli sport invernali, ma esistono anche le Paralimpiadi, competizioni per persone diversamente abili. Dal 1994 l’edizione invernale non si tiene più nello stesso anno di quella estiva, ma sfalsata di due anni rispetto ai quattro anni previsti tra una olimpiade  estiva e l’altra.

Il Papa, la tregua olimpica e il messaggio di fraternità

Quindi già il 29 gennaio scorso Leone XIV, inviando un messaggio all’arcidiocesi di Milano, proprio in occasione dell’accoglienza nella chiesa di San Babila della croce olimpica degli sportivi, in apertura dei giochi olimpici e paraolimpici di Milano Cortina, ha auspicato che “l’importante evento susciti sentimenti di amicizia e di fraternità, rinsaldando la consapevolezza del valore dello sport al servizio dello sviluppo integrale della persona umana”.

D’altronde la bandiera olimpica con i cinque cerchi di vari colori su sfondo bianco, sono da sempre stati il simbolo della manifestazione, i quali come noto, rappresentato proprio i cinque continenti legati tra loro. Il Papa ha assicurato la sua preghiera incoraggiando: “affinché queste giornate di sana competizione contribuiscano a costruire ponti tra culture e popoli, promuovendo l’accoglienza, la solidarietà e la pace”, Successivamente ha ribadito la portata, la forza e l’importanza delle Olimpiadi ancorché invernali per la storia e il significato che esse rappresentano.

L’Angelus, l’inizio dei Giochi e l’appello alla pace

Infatti ha replicato e rinnovato il messaggio di saluto anche domenica scorsa 1 febbraio all’Angelus, dove il Pontefice ha esortato i popoli proprio al rispetto della “tregua olimpica” per il periodo di Milano-Cortina 2026 che come già detto si faceva fin dall’antichità.

Il monito del Pontefice è stato importante visto che inizieranno proprio domani i giochi olimpici invernali, a cui faranno seguito i giochi paraolimpici e quindi l’intera manifestazione durerà dal 6 al 22 febbraio, e si terrà 70 anni dopo l’altra edizione svoltasi sempre a Cortina. Pertanto, il Papa americano ha voluto inviare direttamente un saluto per i partecipanti a tali eventi, affermano: “Rivolgo i miei auguri agli organizzatori e a tutti gli atleti. Queste grandi manifestazioni sportive costituiscono un forte messaggio di fratellanza e ravvivano la speranza in un mondo in pace”.

Sport, dialogo e speranza per l’umanità

È questo anche il senso della tregua olimpica, cioè dare speranza che attraverso lo sport si possano decomprime le tensioni mondiali, in quanto lo sport appunto, oltre ad essere competizione è anche gioia, passione, divertimento, cultura, gioventù e soprattutto vita.  Lo stesso Pierre de Coubertin affermava infatti: “Lo sport va a cercare la paura per dominarla, la fatica per trionfarne, la difficoltà per vincerla”.

Il Pontefice a tal proposito si è rivolto, poi, a chi detiene la responsabilità delle decisioni, per chiedere il coraggio di passi verso la pace e il confronto. Dicendo e ribadendo: “Auspico che quanti hanno a cuore la pace tra i popoli e sono posti in autorità sappiano compiere in questa occasione gesti concreti di distensione e di dialogo”.

Insomma la ricerca della pace e della fratellanza passano attraverso il dialogo e la comprensione reciproca e devono essere sempre messi al primo posto a salvaguardia delle vite umane, perché in fin dei conti potremmo dire che nello sport si vince senza uccidere, in guerra invece, si uccide senza vincere.

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