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Cosa c’è nei files di Epstein?

di Lino Sasso -


Cosa c’è nei files di Epstein? La domanda che torna con forza dopo la pubblicazione, da parte del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, di milioni di pagine legate all’inchiesta su Jeffrey Epstein. Alcuni dei documenti sono stati resi pubblici in seguito a una legge approvata dal Congresso, ma non forniscono prove giudiziarie definitive contro singole figure politiche di primo piano. Tuttavia, delineano una rete di relazioni, segnalazioni e testimonianze che continua a sollevare dubbi profondi. Né può essere ignorato che molti dossier restano ancora coperti dal segreto. Nei files compare migliaia di volte il nome di Donald Trump. Non emergono elementi tali da configurare accuse formali. Eppure i riferimenti ai rapporti tra l’ex presidente e Epstein sono frequenti, come confermano anche diverse testimonianze giurate raccolte dall’FBI.

Tra omissis e documenti Top Secret

Particolarmente rilevanti sono alcune email che suggeriscono come Melania sarebbe stata presentata a Trump proprio da Epstein. Una versione che contraddice il racconto ufficiale sostenuto per anni dall’attuale first lady e ribadito anche nel suo recente documentario. I documenti mostrano inoltre la vastità della rete costruita dal finanziere: un intreccio di rapporti che coinvolge figure di spicco dell’establishment economico, tecnologico e finanziario. Tra i nomi che compaiono nei files vi è anche Elon Musk, insieme ad altri protagonisti della finanza globale e della politica internazionale. La presenza di questi contatti non equivale ad accuse, ma contribuisce a rafforzare l’idea di un sistema di relazioni estremamente ramificato. Il punto centrale resta però ciò che non è stato reso pubblico. Milioni di documenti risultano ancora coperti da omissis o non rilasciati. Insomma, top secret.

Cosa c’è davvero nei files di Epstein resta ancora un mistero

Sul punto, le commissioni del Congresso degli Stati Uniti hanno già chiesto accesso completo ai materiali non redatti, mentre le vittime reclamano trasparenza e giustizia. E’ in questo contesto che cresce il sospetto che il caso Epstein non sia stato solo un abisso criminale, ma anche un possibile strumento di ricatto geopolitico. Da tempo circolano teorie su presunti legami con Israele. Oggi si affacciano nuove ipotesi su un possibile interesse della Russia di Vladimir Putin. Se Epstein registrava incontri compromettenti con minori e archiviava materiale sensibile, la domanda resta inevasa: quel materiale esiste ancora e chi lo controlla? Ecco perché cosa c’è nei files di Epstein continua a essere la madre di tutti gli interrogativi. Di sicuro si tratta di un’enorme massa di documenti che il potere teme, soprattutto per ciò che è ancora nascosto.


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