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Pedofilo arrestato in Australia: identificate 459 vittime

di Redazione -


Un pedofilo è stato arrestato in Australia al termine di una vasta indagine ha portato alla luce una delle più gravi operazioni contro l’abuso sessuale di minori online degli ultimi anni. Un cittadino australiano di 27 anni è stato accusato di centinaia di reati. Gli investigatori hanno scoperto oltre 23mila immagini e video riconducibili a 459 vittime, alcune delle quali di appena sette anni. Secondo quanto comunicato dalla Queensland Police, il sospettato era stato inizialmente arrestato nel febbraio 2025. A distanza di mesi, l’analisi dei dispositivi sequestrati e il lavoro degli investigatori hanno portato a contestargli complessivamente 596 capi d’accusa. Gli inquirenti ritengono che l’attività criminale si sia protratta dal 2018 al 2025. La strategia sistematica di adescamento dei minori è stata definita sistematica.

Abusi in 16 paesi

Le indagini hanno accertato che l’uomo avrebbe preso di mira bambini e adolescenti, in prevalenza tra i 7 e i 15 anni, utilizzando social media e piattaforme di gioco online. I contatti non si sarebbero limitati all’Australia. Le vittime coinvolte si trovavano anche in altri 15 Paesi, a dimostrazione della portata internazionale del fenomeno dell’abuso sessuale online. L’operazione, denominata Xray Wick, ha finora consentito di identificare 259 minori. Le autorità ritengono tuttavia che il numero possa aumentare con il proseguire delle verifiche e della cooperazione internazionale. In una dichiarazione ufficiale, la polizia ha sottolineato di lavorare a stretto contatto con partner esteri “per garantire che ogni vittima venga identificata e assistita”, ponendo al centro dell’attività investigativa la tutela dei bambini coinvolti.

Il materiale sequestrato al pedofilo arrestato in Australia

Secondo gli investigatori, il 27enne avrebbe creato numerosi profili online falsi per conquistare la fiducia delle vittime e indurle a produrre materiale pedopornografico. Migliaia di file sarebbero poi stati archiviati su diversi supporti digitali. Durante le perquisizioni, gli agenti del Child Abuse and Sexual Crime Group hanno sequestrato computer, smartphone e dispositivi di memoria dall’abitazione dell’uomo a Maryborough, circa 230 chilometri a nord di Brisbane. Le immagini delle bodycam degli agenti, rese pubbliche dalle autorità, mostrano le fasi dell’operazione e il sequestro del materiale. Il caso del pedofilo arrestato in Australia riaccende l’attenzione sulla necessità di rafforzare prevenzione, controlli online e cooperazione internazionale per contrastare efficacemente i crimini sessuali contro i minori nel contesto digitale. Reati perpetrabili ben oltre ogni confine nazionale e che vedono gli orchi riuscire a raggiungere le proprie vittime in ogni angolo del mondo.


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