Pesca, tutti i dubbi di Flotta Italia sull’Europa. La Corte dei conti europea conferma criticità pesanti sulla proposta di un Fondo Unico Ue per il periodo 2028-2034, bocciando l’architettura che accorperebbe agricoltura, pesca e coesione in un unico strumento finanziario.
Pesca, cosa ha dire Flotta Italia
E sottolinea rischi di burocrazia paralizzante, incertezza legale e disparità nella gestione dei fondi. Confcooperative Fedagripesca rilancia l’allarme e guarda ad un rischio non solo tecnico. Accorpare le risorse in un unico capitolo di bilancio potrebbe rendere opaca l’erogazione dei fondi e compromettere interventi mirati per rinnovare le flotte, sostenere tecnologie verdi, contrastare la pesca illegale e preservare le comunità costiere già fragili.
Denunciati, fino ad oggi, tagli fino al 68% delle risorse compromettendo 7 imprese su 10 e migliaia di posti di lavoro. In questo contesto la manovra del governo italiano prova a intervenire con misure che sostengano il settore, incluse consultazioni con Bruxelles, anche per mitigare l’impatto dei regolamenti e degli adeguamenti tecnologici.
La svolta digitale che non convince
Il nuovo regolamento Ue sul controllo della pesca, infatti, punta ad imporre una digitalizzazione radicale della filiera per combattere la pesca illegale. Il pacchetto include il tracciamento satellitare obbligatorio per tutti i pescherecci, giornali di pesca elettronici e, per le unità sopra i 18 metri, il monitoraggio elettronico a distanza. Misure che il settore ittico non avversa. Temendo, però, che queste regole non conteranno poi nei nostri mari anche per le flotte extra Ue.