Giù le mani da Cristoforo Colombo
In Virginia i democratici hanno presentato alla Camera dei Delegati la proposta di legge HB858 per eliminare la festa di Cristoforo Colombo e far spazio all’Indigenous Peoples’ Day (Giorno dei Popoli Indigeni) come festività ufficiale del secondo lunedì di ottobre.
Questa è già la terza volta in cui una richiesta di questo tipo viene presentata all’Assemblea Generale della Virginia. Tuttavia quest’anno la tensione è altissima: il 2 febbraio una sottocommissione della Camera ha raccomandato di procedere con l’esame del testo, segnando un passo avanti rispetto alle precedenti sessioni in cui la norma era stata affossata sul nascere.
Il Columbus Day è stato riconosciuto come festa statale della Virginia dal 1977 e celebrato insieme allo Yorktown Victory Day, giorno dedicato alla memoria della vittoria delle forze americane guidate da George Washington contro le truppe britanniche nel 1781, il secondo lunedì di ottobre. Si tratta di una festa importante anche e soprattutto per la comunità italiana- americana della Virginia. Non riguarda solo il ricordo dell’esploratore italiano ma anche di tutto il contributo apportato da intere generazioni di italo – americani agli Stati Uniti.
Mentre la Virginia discute l’abolizione della festa di Cristoforo Colombo, a livello nazionale il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca ha portato a una difesa strenua del navigatore genovese.
Trump ha recentemente ribadito il valore di Colombo contro quella che definisce “cancel culture”, esaltandone il coraggio e la prospettiva.
Il Presidente americano ha avviato le procedure necessarie per installare una statua di Colombo alla Casa Bianca. Ha firmato inoltre ordini esecutivi che impongono il perseguimento dei vandali con pene fino a 10 anni di carcere per chi danneggia statue federali. E stanziato anche fondi per il restauro dei monumenti precedentemente vandalizzati.
La Niaf, National Italian American Foundation, si oppone con fermezza a questa legge. Robert Allegrini, Presidente e CEO, ha dichiarato: “Crediamo che il coraggioso viaggio di Cristoforo Colombo sia stato il catalizzatore che ha dato inizio a oltre 500 anni di immigrazione nelle Americhe da parte di persone provenienti da ogni angolo del mondo. Tutte in cerca di una vita migliore per le loro famiglie”.
Per poi aggiungere: “Non è una questione di tutto o dell’altro. La Virginia può onorare le comunità indigene preservando allo stesso tempo il patrimonio culturale degli italo – americani. Eliminare il Columbus Day manda un messaggio dannoso: il patrimonio di una comunità deve essere sacrificato per riconoscere quello di un’altra”.
La Niaf crede invece in una collaborazione tra comunità italo – americane e indigene per istituire una giornata di riconoscimento separata che non richieda l’eliminazione di quella dedicata a Colombo.
Da ricordare che, sempre in Virginia, a Richmond, nel giugno del 2020 un gruppo di manifestanti gettò la statua dedicata all’esploratore in un lago all’interno del Byrd Park dove era collocata.
Sul piedistallo invece venne posto un cartello con su scritto: “Colombo rappresenta il genocidio”.
Dopo il restauro la statua è stata donata alla Italian American Cultural Association of Virginia e, nel 2024, è stata ricollocata a Blauvelt, New York, dove oggi si trova all’esterno della sede locale dell’Ordine dei Figli d’Italia.
Importanti battaglie sullo Scopritore del Nuovo Mondo sono già state vinte in Pennsylvania dagli avvocati George Bochetto e Robert Russo che hanno ottenuto vittorie significative per la comunità italo-americana.
In particolare Bochetto è stato anche protagonista della difesa della statua di Colombo in Marconi Plaza a Philadelphia, conseguendo l’ordine di rimuovere la copertura di legno che l’aveva nascosta per oltre un anno.
Il Columbus Day divenne una festività permanente nel 1934 quando il Congresso, dopo la pressione da parte dei Cavalieri di Colombo, autorizzò il Presidente Franklin D.Roosvelt a scegliere come data permanente quella del 12 ottobre. Poi nel 1971 il giorno di Colombo fu dichiarato giorno festivo federale il secondo lunedì di ottobre.
La storia va preservata, è patrimonio di tutti, monito ed ispirazione. La distruzione dei monumenti non può cancellare ciò che già è successo e ciò che è stato scritto sulle pagine della storia dell’umanità.
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