Trump apre il petrolio del Venezuela pure a Eni: licenza storica dopo anni di sanzioni
Dopo l'arresto e la rimozione di Maduro la svolta Ofac che apre a 5 compagnie
Svolta di Washington nella politica energetica del Venezuela: licenza dell’amministrazione di Donald Trump per cinque grandi compagnie petrolifere, tra cui Eni, a operare e investire nei progetti petroliferi e gas del paese sudamericano.
L’ufficio che gestisce le sanzioni statunitensi, l’Office of Foreign Assets Control, ha rilasciato licenze generali che consentono transazioni con Pdvsa e contratti di investimento.. Il più grande allentamento delle restrizioni dal 2019. Per Eni, una nuova fase in un mercato ricchissimo di risorse ma da anni sotto embargo.
Dalle sanzioni alle licenze dopo il blitz in Venezuela
Dal 2019 gli Usa avevano imposto sanzioni economiche molto stringenti al settore petrolifero venezuelano, in particolare alla compagnia statale Pdvsa. L’obiettivo, isolare il regime di Nicolás Maduro e comprimere la capacità di finanziarsi tramite l’export di greggio. Per anni, ciò ha impedito alle grandi compagnie petrolifere di operare liberamente nel Paese, costringendo le multinazionali a trattare con mercati limitati e sotto specifiche eccezioni.
Nel corso delle ultime settimane — dopo l’arresto e la rimozione di Maduro da parte di forze statunitensi e la nomina di un governo ad interim guidato da Delcy Rodríguez — l’allentamento delle restrizioni. Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha emesso due licenze generali che permettono alle major di riprendere operazioni di esplorazione, produzione e contrattazione di nuovi investimenti nel settore petrolifero e del gas venezuelano. Tra le società Eni, Chevron, BP, Repsol e Shell.
Cosa concedono le nuove licenze
Le licenze generali rilasciate dall’Ofac autorizzano transazioni legate a operazioni di petrolio e gas in Venezuela sotto specifiche condizioni. E inquadrano le attività nel rispetto della legge statunitense. Devono essere rispettate norme precise sul trasferimento dei pagamenti, secondo le istruzioni del Dipartimento del Tesoro. Tra queste, l’obbligo di versare royalty e tasse attraverso un fondo controllato dagli Stati Uniti, il Foreign Government Deposit Fund.
Un’altra licenza consente di negoziare nuovi contratti di investimento con Pdvsa, la compagnia petrolifera statale, ma con permessi specifici e sotto la supervisione delle autorità statunitensi. Una deroga significativa rispetto alla rigidità delle precedenti sanzioni che, fino a poco tempo fa, impedivano qualsiasi accordo operativo o commerciale sostanziale nello stesso settore.
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