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Sappada, il paese che trasforma la neve in medaglie, un modello sportivo senza eguali

Sappada e le sue 13 medaglie olimpiche nate da disciplina, comunità e identità sportiva.

di Gianluca Pascutti -


Sappada continua a sorprendere l’Italia sportiva con un dato che, da solo, racconta un’intera cultura. Tredici medaglie olimpiche invernali per un paese di poco più di 1.300 abitanti. Un rapporto impressionante, una ogni cento residenti, che non trova paragoni nel panorama nazionale e che accende i riflettori su un territorio capace di trasformare la montagna in un laboratorio sportivo di eccellenza.

Un medagliere che nasce da una tradizione viva

Il risultato non è frutto del caso. Negli ultimi decenni, quattro atleti hanno costruito un patrimonio sportivo che oggi viene considerato un unicum italiano. Le vittorie di Silvio Fauner, protagonista tra gli anni Novanta e il 1998, hanno aperto la strada a una generazione che ha trovato in Pietro Piller Cottrer un erede naturale. A loro si sono aggiunti i successi più recenti di Lisa Vittozzi, capace di riportare l’oro olimpico in paese, e il bronzo di Davide Graz, che ha confermato come il fondo e il biathlon siano diventati parte dell’identità locale.

Il segreto? Una comunità che allena il talento

Secondo gli stessi protagonisti, il cosiddetto “miracolo” non ha nulla di mistico. È il risultato di un ambiente che educa allo sport fin dall’infanzia. Gli sci club locali hanno costruito negli anni un metodo basato sulla continuità degli allenatori, sulla cura dei dettagli e su un accompagnamento costante degli atleti. In questo contesto, Sappada non è solo un luogo geografico, ma un ecosistema perfetto, altitudine ideale, piste accessibili, neve che diventa palestra naturale e una comunità che sostiene i propri ragazzi come un’unica grande squadra.

L’effetto emulazione che cambia il destino di un paese

Quando i campioni vivono nella porta accanto, l’ambizione diventa quotidiana. I bambini crescono vedendo allenarsi chi ha già scritto pagine di storia olimpica, e questo genera un effetto emulazione che altrove è difficile replicare. La vittoria di Vittozzi a Milano‑Cortina e il podio di Graz hanno riacceso un entusiasmo collettivo che si è trasformato in un nuovo punto di partenza.

Un modello che guarda al futuro

Oggi Sappada rappresenta un paese che ha saputo trasformare la propria dimensione ridotta in un vantaggio competitivo. La sfida dei prossimi anni sarà mantenere questa continuità, proteggendo un patrimonio sportivo che non appartiene solo alla montagna, ma all’intero Paese.


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