La seconda sessione dei colloqui tra Stati Uniti e Iran dedicati al programma nucleare di Teheran, lascia aperta la porta al dialogo tra le parti. Washington e Teheran hanno “raggiunto un’intesa sui principi fondamentali”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “Ci sono stati buoni sviluppi rispetto all’ultimo round”, ha spiegato il capo della diplomazia iraniana. Ora “entrambe le parti lavoreranno su potenziali documenti di accordo, ci scambieremo le bozze e poi fisseremo un’altra data per il terzo round”. Statunitensi e iraniani stanno valutando di tenere una terza sessione di negoziati, ma non è stata ancora fissata una data perché un nuovo incontro è subordinato all’elaborazione di un testo di accordo e allo scambio delle bozze. Il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr al-Busaidi, ha parlato di “buoni progressi verso l’individuazione di obiettivi comuni e di questioni tecniche rilevanti”.
L’impegno dell’Iran
Intervento alla Conferenza delle Nazioni Unite sul disarmo, a margine dell’incontro con gli Usa, Araghchi ha detto che “grazie ai buoni uffici dei Paesi amici della regione si è aperta una nuova finestra con un secondo round di negoziati con gli Stati Uniti”. “Ci auguriamo che questi colloqui portino a una soluzione negoziata e duratura” ha aggiunto. “L’Iran – ha continuato – rimane pienamente pronto a difendersi da qualsiasi minaccia o atto di aggressione” e le “conseguenze di qualsiasi attacco contro l’Iran non si limiteranno ai suoi confini”.
“Le armi nucleari costituiscono la più grande minaccia per l’umanità. L’Iran ha sempre perseguito un percorso pacifico nell’ambito dell’energia nucleare. L’Iran non intende acquisire armi nucleari”, ha concluso il ministro.
I negoziati con gli Usa sono stati avallati da Ali Khamenei
All’agenzia di stampa ufficiale Irna, il presidente iraniano, Masoud Pezehkian, ha assicurato che “questi negoziati vengono condotti con il pieno coordinamento e l’autorizzazione della Guida Suprema della Rivoluzione”. L’obiettivo della Repubblica islamica dell’Iran “è risolvere realmente i problemi, non parlare per il gusto di farlo”.
La possibile soluzione
L’Iran potrebbe interrompere l’arricchimento dell’uranio e trasferire parte delle scorte alla Russia. A riportare la notizia è il Wall Street Journal citando diplomatici statunitensi e iraniani, secondo cui i funzionari iraniani potrebbero proporre di interrompere l’arricchimento dell’uranio per un massimo di tre anni. Il quotidiano americano ha sottolineato che la proposta non costituirebbe un cambiamento importante, dal momento che, stando alle valutazioni fatte, le autorità iraniane hanno interrotto l’arricchimento dell’uranio dopo l’attacco degli Stati Uniti agli impianti nucleari del Paese.
Le esercitazioni nello Stretto di Hormuz
Alcune parti dello Stretto di Hormuz, da cui transita circa il 20% del petrolio commerciato nel mondo, sono state chiuse per diverse ore. Il provvedimento è legato allo svolgimento di esercitazioni militari. Il comandante dei Pasdaran, Alireza Tangsiri, ha fatto sapere che le Guardie della rivoluzione sono pronte “a chiudere lo Stretto di Hormuz in qualsiasi momento” se dovesse arrivare un ordine dall’alto. Tangsiri sta monitorando le manovre.
L’avvertimento della Guida Suprema dell’Iran
La Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, ha lasciato intendere che le due portaerei Usa, la Ford e la Lincoln, inviate nel Golfo da Trump come strumento di pressione per spingere gli iraniani a un accordo al ribasso, potrebbero essere nel mirino. Le navi da guerra sono certamente pericolose, “ma ciò che è più pericoloso è l’arma che può affondarle in mare”.
In un discorso pronunciato a Tabriz in occasione dell’anniversario della rivolta anti-Scià del 1978, Khamenei ha inviato un messaggio alla Casa Bianca: “Dicono che il loro esercito è il più forte al mondo. Ebbene, l’esercito più forte al mondo a volte potrebbe subire un colpo così duro da non riuscire più a rialzarsi”.
Manovre americane sullo sfondo
“Una nazione come la nostra, con questa cultura, questa storia, questi nobili insegnamenti – ha assicurato l’ayatollah – non giurerà fedeltà a individui corrotti come quelli che oggi sono al potere in America”. Ribadito il diritto dell’Iran all’energia nucleare, incluso l’arricchimento dell’uranio, riconosciuto dalle norme internazionali, tra cui quelle dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea). Gli Stati Uniti hanno spostato in Medio Oriente oltre 50 F-35, F-22 e F-16 nelle scorse 24 ore.