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Cronaca

La Beic e i 100 milioni dei fondi Pnrr cui Sala non vuole rinunciare

di Dave Hill Cirio -

Il sindaco di Milano Beppe Sala


La Beic e i fondi Pnrr cui il sindaco di Milano Beppe Sala non intende rinunciare. Il Gup di Milano ha disposto il rinvio a giudizio per Stefano Boeri e Cino Zucchi nell’ambito dell’inchiesta sulla gara per la Biblioteca europea di informazione e cultura, il grande progetto pubblico destinato a sorgere nell’area di Porta Vittoria.

La prima udienza del processo, il 17 aprile. Le accuse contestate dalla Procura : turbativa d’asta e presunte irregolarità nella gestione della procedura concorsuale del 2022 che ha portato all’individuazione del progetto vincitore.

Il caso Beic, Boeri e Zucchi rinviati a giudizio

Secondo l’impostazione dell’accusa, le due archistar – presidente e componente della commissione giudicatrice – avrebbero omesso di dichiarare possibili situazioni di conflitto di interessi in relazione ad alcuni partecipanti alla gara. I pm contestano che rapporti professionali e accademici con progettisti coinvolti nel concorso avrebbero dovuto essere esplicitati per garantire piena trasparenza. Le difese respingono le accuse, sostenendo la correttezza dell’operato e ricordando che il concorso internazionale si è svolto in forma anonima.

L’inchiesta, avviata nel 2023, aveva già portato a misure interdittive temporanee per alcuni indagati. Il rinvio a giudizio segna ora il passaggio alla fase dibattimentale, con un procedimento che si preannuncia tecnico.

I fondi del Pnrr

Elemento centrale della vicenda, la mancata costituzione di parte civile da parte del Comune di Milano e della Fondazione Beic, promotori dell’opera. Anche i concorrenti non risultati vincitori non hanno avanzato richieste risarcitorie nel processo penale. Una scelta che risponde alla necessità di non compromettere la realizzazione dell’intervento, considerato strategico per la città.

La nuova Beic è finanziata in larga parte con risorse del Pnrr, nell’ambito della Missione 1 dedicata a digitalizzazione e cultura. Il quadro economico complessivo dell’opera supera i 100 milioni di euro, tra fondi europei, cofinanziamenti statali e contributi locali, con una quota Pnrr significativa destinata sia alla costruzione dell’edificio sia alla digitalizzazione del patrimonio bibliotecario.

Il cronoprogramma prevede il completamento dei lavori strutturali entro il 2026 e il collaudo finale entro dicembre 2026, termine vincolante per non perdere i finanziamenti europei. Un eventuale blocco amministrativo o un contenzioso che rallentasse il cantiere metterebbe a rischio le risorse assegnate e potrebbe comportare la revoca dei fondi Pnrr, con conseguenze economiche e reputazionali per Milano.

Il cantiere che va avanti, il processo che verrà

Anche alla luce di questo scenario che Comune e Fondazione hanno scelto di non costituirsi parte civile, separando il piano penale – che riguarda le responsabilità individuali – da quello amministrativo e realizzativo dell’opera.

Il dibattimento chiarirà se le omissioni contestate integrino effettivamente una violazione penalmente rilevante o se la vicenda possa ridimensionarsi, riproponendo quel “Modello Milano” appannato da una catena di inchieste e da molti interrogativi. Nel frattempo, la Beic resta un cantiere aperto, simbolo di una partita che intreccia giustizia, trasparenza amministrativa e futuro urbano del capoluogo lombardo.


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