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Giuseppe Ungaretti e il docufilm che riporta il poeta nel cuore del Friuli Venezia Giulia

Ungaretti domani 27 febbraio in prima serata su Rai3 con un docufilm che racconta vita, poesia e il suo legame con il Nordest

di Gianluca Pascutti -


Ungaretti in un nuovo racconto che non si limita a ripercorrere la vita di un grande poeta, ma restituisce al pubblico la forza di una voce che ha attraversato il Novecento con lucidità e ferite ancora riconoscibili. Vita di un uomo – Giuseppe Ungaretti, in onda in prima serata su Rai 3 venerdì 27 febbraio, propone un ritratto che unisce cinema, memoria e ricerca artistica. Il progetto nasce da un’idea di Davide Rondoni e prende forma grazie alla regia condivisa di Massimo Popolizio e Mario Vitale, con la produzione di Gloria Giorgianni.

Un racconto che mette al centro l’uomo prima del mito

Il docufilm costruisce un percorso narrativo che evita la celebrazione sterile e sceglie invece un approccio diretto, quasi fisico. Ungaretti viene interpretato con un’intensità che non cerca imitazioni, ma restituisce la tensione interiore di un autore che ha trasformato la guerra, l’amicizia e il dolore in materia poetica. Le sequenze alternano ricostruzioni, materiali d’archivio e momenti di immersione visiva, creando un ritmo che accompagna lo spettatore senza appesantirlo.

La figura del poeta emerge come un uomo che ha cercato nella parola una forma di sopravvivenza. La sua scrittura, essenziale e tagliente, viene raccontata come gesto quotidiano, non come reliquia scolastica. Questa scelta narrativa permette di avvicinare anche chi non ha familiarità con la poesia del primo Novecento.

Il Friuli Venezia Giulia come spazio narrativo e memoria viva

Una parte significativa del progetto prende forma in Friuli Venezia Giulia, grazie al sostegno della Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG. Il territorio non viene utilizzato come semplice cornice, ma come elemento narrativo che dialoga con la storia del poeta. Le atmosfere del Nordest, con i loro silenzi e le loro linee nette, evocano le trincee e i paesaggi che hanno segnato la nascita di alcune delle sue poesie più note.

Questa presenza rafforza il ruolo della regione come luogo di produzione culturale e cinematografica, capace di offrire scenari autentici e una collaborazione istituzionale solida. Per la Rai, la scelta del FVG conferma un rapporto ormai consolidato con un territorio che continua a investire nella valorizzazione della propria identità.

La musica come estensione della parola

La colonna sonora originale accompagna il racconto con una sensibilità che richiama il ritmo breve e luminoso della poesia ungarettiana. Le musiche non illustrano le immagini, le attraversano, creando un dialogo che amplifica le emozioni senza sovrastarle.

Un progetto che restituisce attualità a un classico del Novecento

Ungaretti torna nel film come figura complessa, poeta, soldato, uomo. La sua presenza attraversa il racconto in tre momenti distinti, ognuno capace di illuminare un aspetto diverso della sua vita e della sua opera. Il docufilm evita la retorica e sceglie un linguaggio accessibile, mantenendo però una cura rigorosa per la dimensione storica e letteraria.


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