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Don Peppe Diana: una causa per riconoscerne il martirio

L'annuncio della Diocesi di Aversa. Il vescovo Spinillo: "Non solo eroe sociale ma uomo di fede"

di Maria Graziosi -


Sarà riconosciuto il martirio di don Peppe Diana. O, almeno, è ciò che spera la Diocesi di Aversa che ha avviato il processo canonico. Questa mattina, in occasione del 32esimo anniversario dall’uccisione del sacerdote per mano della criminalità organizzata, il vescovo, monsignor Angelo Spinillo, ha annunciato l’inizio del cammino che porterà all’apertura di un’inchiesta diocesana. Finalizzata, proprio, a riconoscere il martirio di don Peppe Diana.

Don Peppe Diana e il concetto di martirio

“La figura di don Peppe Diana – ha dichiarato durante l’omelia monsignor Spinillo – non deve essere relegata esclusivamente a quella di eroe sociale. Il suo impegno, la sua consapevolezza del pericolo e la sua ferma opposizione alla prevaricazione della camorra sono stati la diretta espressione della sua profonda vocazione sacerdotale”. E ha aggiunto: “Don Diana è stato protagonista del riscatto del suo territorio proprio in virtù del suo essere ministro di Dio, compiendo un autentico atto di fede che lo ha portato fino al sacrificio supremo: una visione del martirio in piena sintonia con il magistero di Papa Francesco”.

L’iter canonico

Tutto è cominciato a settembre scorso con il nulla osta della Conferenza episcopale campana. Che ha dato l’ok ad aprire l’inchiesta su don Peppe Diana. Quindi è stata inoltrata una richiesta formale al Dicastero delle Cause dei Santi, da Roma si attende adesso la pubblicazione dell’Editto ufficiale. Che nominerà un tribunale, accompagnato dal Postulatore della Causa, Paolo Vilotta, deputato a vagliare testimonianze viventi e ad acquisire documenti e prove del martirio di don Peppe Diana.  Attori della causa sono congiuntamente la Diocesi di Aversa e l’Associazione dei familiari e amici di don Peppe Diana.


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