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Ambiente

L’America scommette sulle scorie nucleari: meno rifiuti e più energia

di Cinzia Rolli -


Lo stoccaggio nucleare negli Stati Uniti sta vivendo una fase di profondo cambiamento.

Dopo il fallimento della discarica di scorie nucleari ormai abbandonata di Yucca Mountain, in Nevada, concepita come unico deposito geologico profondo a lungo termine per i rifiuti radioattivi di alto livello e il combustibile nucleare esaurito, il governo federale sta promuovendo lo sviluppo di campus.

Si tratta di luoghi per l’innovazione del ciclo nucleare dove verranno riutilizzate gran parte delle scorie ad elevata attività prodotte dai reattori nucleari per generare ulteriore energia, eliminando la necessità di un unico, enorme sito di stoccaggio sotterraneo per i rifiuti radioattivi.

Il riciclo consente il riuso dell’87% del combustibile terminato, formato principalmente da uranio per reattori nucleari. Il plutonio presente nel carburante esaurito può essere riutilizzato. Circostanza che si verifica già in Francia, Giappone, Russia, Belgio e Germania.

Il nuovo programma per l’energia nucleare è stato illustrato da esperti di potenza atomica presso la Commissione Energia e Risorse Naturali del Senato.

Inizialmente il Presidente Trump concordava con la costruzione di un solo deposito nazionale di scorie nucleari nella località di Yucca Mountain, ma alla fine del suo primo mandato, nel tentativo di mantenere il sostegno degli elettori nel Nevada, ha invertito la rotta e aperto al cambiamento. Ciò promettendo un approccio innovativo sostitutivo per la gestione dei materiali radioattivi.

Nonostante la sua sconfitta elettorale nel 2020, oggi, al suo secondo mandato presidenziale, il Tycoon sta procedendo piuttosto rapidamente con il nuovo progetto sul riutilizzo dei rifiuti nucleari.

Più di venti Stati hanno dichiarato di essere interessati a diventare zone di industrializzazione accettando la costruzione di complessi dotati di infrastrutture in grado di supportare pienamente l’energia nucleare come l’arricchimento dell’uranio, il riciclo delle scorie radioattive e lo stoccaggio di tutti i rifiuti residui.

In cambio dell’ospitalità offerta per i campus gli Stati riceveranno finanziamenti federali e assistenza per               nuovi investimenti nel settore dell’energia atomica.

La nuova tecnologia al riguardo ha consentito la produzione di meno rifiuti e ha ridotto la necessità di un impianto di stoccaggio a lungo termine di grandi dimensioni.

Lo smaltimento delle scorie nucleari ha ostacolato per molto tempo lo sviluppo dei programmi di energia fissionistica in America.

Il materiale combustibile esaurito si trova attualmente presso le centrali commerciali del Paese: in un primo momento viene posto in piscine di acqua refrigerata per un periodo massimo di dieci anni e poi collocato in serbatoi sotterranei costruiti in acciaio e cemento.

Lo sviluppo di un sistema nucleare moderno ha subito una battuta d’arresto a causa dell’incidente del 1979 avvenuto a Three Mile Island in Pennsylvania.

A seguito di un guasto all’impianto di refrigerazione nell’ impianto a fissione, si verificò infatti la perdita del liquido di raffreddamento che provocò a sua volta la fusione di metà del combustibile nucleare.

Vennero rilasciati gas radioattivi nell’atmosfera ma in quantità ritenute ufficialmente non pericolose per la salute pubblica.

Dal 1990 ad oggi il numero di reattori nucleari negli Stati Uniti è diminuito da 111 elementi a 94. E l’energia nucleare genera circa il 20% dell’elettricità del Paese.

Ma i moduli atomici di nuova generazione sono più piccoli, economici nella costruzione e più efficienti. Sono dotati di sistemi di sicurezza interni che rendono molto meno probabili sinistri come quello accaduto in Pennsylvania.

La Commissione di regolamentazione nucleare (NRC) ha rilasciato il primo permesso di costruzione per una centrale nucleare avanzata su scala commerciale a Kemmerer nel Wyoming.

Il permesso è stato concesso a TerraPower che prevede l’inizio dei lavori nelle prossime settimane utilizzando un reattore raffreddato a sodio e un sistema di accumulo di energia a sali fluidi che produce meno rifiuti rispetto ad un reattore di vecchia generazione. La centrale sarà operativa a partire dal 2030.

Le nuove tecnologie avanzate di riciclo nucleare e la crescente domanda di energia, spingono il Congresso a modificare il Nuclear Waste Policy Act del 1982 che prevede l’utilizzo di depositi geologici profondi per lo stoccaggio delle scorie radioattive.

“Ritengo fermamente che siano necessarie delle modifiche” ha affermato Johm C. Wagner, direttore dell’Idaho National Laboratory. “Ci sono stati progressi nella tecnologia del riciclo. Molto è cambiato. Ora vogliamo quadruplicare la potenza nucleare entro il 2050; ci troviamo di fronte a un futuro molto diverso da quello che si poteva prevedere all’epoca”.

Ciò che conta non è solo dove depositare le scorie ma il recupero energetico. Questi nuovi siti non saranno infatti solo depositi, ma centri per il reprocessing (riciclo) del combustibile esaurito. Il fine è riutilizzare il materiale di scarto il più possibile per creare nuova energia e diminuire le scorie finali.


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