Irene Gialdi: l’osteopatia animale che cambia la cura e migliora la vita di cani, gatti e cavalli
Negli ultimi anni l’attenzione verso il benessere animale ha portato alla diffusione di approcci sempre più integrati nella cura degli animali, affiancando alla medicina veterinaria tradizionale discipline come l’osteopatia. In questo ambito si inserisce il percorso della dottoressa Irene Gialdi, tecnico veterinario e osteopata animale, che dopo essersi formata presso ISAO – Istituto Internazionale di Osteopatia Animale oggi fa parte anche del corpo docente della scuola. Nella sua attività professionale unisce competenze cliniche e approccio osteopatico per migliorare la qualità di vita di cani, gatti e cavalli, contribuendo alla diffusione di una visione sempre più globale e attenta al benessere animale.
Dottoressa Gialdi di che cosa si occupa principalmente nella sua attività lavorativa?
Mi sono formata inizialmente come tecnico veterinario, conseguendo poi una laurea magistrale in Produzioni innovative e sostenibili degli allevamenti, con un focus specifico sul benessere animale. Successivamente mi sono avvicinata al mondo dell’osteopatia animale grazie alla mia esperienza personale con il mio primo cavallo, Sisco: presentava problematiche ricorrenti senza mai ricevere una diagnosi clinica chiara, lasciandomi con molte domande irrisolte. Attraverso l’osteopatia ho scoperto una nuova chiave di lettura che gli ha realmente giovato. Oggi l’osteopatia animale costituisce la parte principale della mia attività professionale, che svolgo anche all’interno della clinica in cui lavoro.
Qual è stato il momento chiave in cui il suo lavoro ha avuto una svolta significativa in positivo?
Circa un anno dopo il diploma. In quel momento ho avuto il coraggio di strutturare meglio la mia formazione, valorizzando il percorso ampio che mi aveva fornito la scuola di osteopatia ISAO e integrando la pratica clinica con la formazione continua. Questo passaggio mi ha permesso di acquisire maggiore consapevolezza del mio ruolo e di offrire un servizio più mirato ed efficace.
Ritiene che il suo contributo abbia migliorato la qualità dei servizi offerti nella sua clinica? In che modo?
L’osteopatia ha permesso di ampliare le possibilità di intervento e di rispondere in modo efficace alle esigenze dei pazienti, che vada dai cani displasici, ai gatti con iperestesia.
Ha notato un riscontro anche dal punto di vista economico o di crescita del centro grazie al suo lavoro?
L’apertura della clinica verso questa disciplina ci ha permesso di presentarci come una struttura moderna e senza pregiudizi. Inoltre, vedere il rilassamento degli animali e i benefici già dalla prima seduta ha generato grande fiducia nei proprietari.
Che cosa rappresenta per lei l’osteopatia oggi?
Oggi l’osteopatia rappresenta per me molto più di una professione: è un modo di guardare il mondo e la vita. Il concetto di globalità e di interconnessione mi accompagna ogni giorno, sia nel lavoro che nella quotidianità.
Come è cambiata la sua visione dell’osteopatia dopo averla integrata nel suo lavoro?
Integrare l’osteopatia nel mio quotidiano ha profondamente cambiato il mio sguardo sui problemi e sul concetto di cura. Inizialmente la consideravo principalmente una tecnica manuale complementare, ad oggi ritengo che sia un approccio globale, che tiene conto di più visioni, mettendo al centro l’equilibrio dell’organismo nella sua interezza.
Qual è, secondo lei, il valore aggiunto dell’osteopatia rispetto ad altre discipline sanitarie?
A differenza di molte discipline sanitarie si concentrano principalmente sul trattamento del sintomo o su zone specifiche, l’osteopatia considera il corpo come un’unità interconnessa. Abbiamo la possibilità di restituire ad un corpo la sua funzionalità, individuando le cause profonde di un problema, mantenendo come primo impatto lo sguardo clinico del veterinario e favorendo meccanismi naturali di autoregolazione.
Leggi anche: IgAN, le priorità tra diagnosi precoce e uniformità della presa in carico
Torna alle notizie in home