Il riconoscimento facciale? Può aspettare: ecco perché
Lo stallo del Milleproroghe, l'ammortizzatore che permette all'industria della sorveglianza di consolidarsi, in attesa dell’ok definitivo con le norme che verranno
Lo stallo del Milleproroghe, l'ammortizzatore che permette all'industria della sorveglianza di consolidarsi, in attesa dell’ok definitivo con le norme che verranno
Il riconoscimento facciale? Può aspettare: ecco perché
La decisione contenuta nell’ultimo decreto Milleproroghe di estendere la moratoria sull’uso del riconoscimento facciale (ora proiettata verso il 2027), non una semplice cautela burocratica ma una quasi obbligata scelta strategica.
Il riconoscimento facciale? Può aspettare
Ufficialmente, l’attesa della piena operatività dell’AI Act europeo, evitando di legiferare “al buio”. In realtà, uno slittamento per congelare un latente conflitto tra il diritto costituzionale alla privacy e un’infrastruttura tecnologica nel frattempo installata in dosi massicce sul territorio.
Il governo Meloni eredita e perpetua un’inerzia dalle radici profonde. Sotto i governi Conte I e II, la “fase dell’entusiasmo tech”: il Viminale tentava di sdoganare sistemi come Sari Real Time venendo sistematicamente stoppato dal Garante.
Con il governo Draghi, un approccio diventato economico. Attraverso i fondi del Pnrr, miliardi di euro veicolati verso le “smart city”.
Miliardi di euro per le smart city. Il risultato?
L’Italia ha speso somme enormi per acquistare telecamere intelligenti che la legge, contemporaneamente, vietava di accendere. L’attuale esecutivo non fa che gestire questo “fatto compiuto”, mantenendo i sistemi in un limbo che protegge gli investimenti già effettuati dai Comuni e dalle aziende.
Dietro la nebbia normativa, un comparto industriale dal peso specifico enorme. Secondo i dati Anie Sicurezza di Confindustria, il mercato italiano della sicurezza e automazione ha superato nel 2024 la soglia storica dei 4 miliardi di euro di fatturato, con una crescita costante del 9-10% annuo.
I numeri che spiegano l’inerzia
Sono inequivocabili. Solo tra il 2023 e il 2025, il ministero dell’Interno ha stanziato circa 80 milioni di euro per potenziare la videosorveglianza comunale, a cui si aggiungono i fondi Pnrr per la digitalizzazione delle Pa (che toccano i 5 miliardi complessivi includendo la cybersecurity).
Il 33% dei nuovi sistemi venduti integrerebbe già algoritmi di analisi video e Ai. Un divieto renderebbe obsoleti impianti appena collaudati. Un via libera immediato esporrebbe lo Stato a sanzioni europee.
Lo stallo del Milleproroghe, l’ammortizzatore che permette all’industria della sorveglianza di consolidarsi, in attesa dell’ok definitivo con le norme che verranno.
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